Un ragazzo di ventidue anni che si chiama Joseph Eke il 26 maggio dello scorso anno avrebbe approfittato dell’assenza momentanea della sua compagna per picchiare il bambino della donna, il piccolo Harry House. Un bambino di due anni che, in seguito alle percosse, è deceduto. A scrivere della drammatica storia che si è consumata nei pressi della città inglese di Dorchester sono i media britannici, secondo i quali il prossimo 5 giugno la Corte condannerà Eke, già dichiarato colpevole.

Ad accorgersi che il bambino stava male era stata la madre – Il piccolo Harry House, secondo quanto emerso dagli esami effettuati sul suo corpicino dopo la morte, è stato picchiato brutalmente: i medici hanno infatti riscontrato un’emorragia cerebrale e diverse lesioni interne. Ad accorgersi che il bambino non stava bene e a chiamare un’ambulanza era stata la madre, tornata a casa dal figlio e dal compagno dopo alcune commissioni.

Il bambino è morto in ospedale – L'uomo considerato l'autore dell'infanticidio avrebbe tentato di minimizzare, affermando che il bambino sicuramente stava fingendo, ma la madre – vedendo il figlioletto pallido e con le labbra blu – ha insistito e lo ha portato in ospedale. Lì però nessuno ha potuto far nulla per il bambino, morto poche ore dopo.  Dopo il dramma l’uomo ha provato a giustificarsi ma ogni prova raccolta nel corso del processo sembra incastrarlo.  Anche in passato a quanto pare il giovane aveva avuto comportamenti violenti. Dipendente dall'eroina, avrebbe picchiato anche sua madre perché si rifiutava di dargli i soldi per la droga.