Possono essere assunte solo se single e così devono restare per almeno cinque anni e se poi vogliono sposarsi devono ottenere il permesso del datore di lavoro. Sono le hostess della Qatar Airways, la compagnia aerea di bandiera qatariota. Hostess che, anche se incinte, devono immediatamente comunicarlo al datore di lavoro. La gravidanza rappresenta a quanto pare una violazione del contratto e può portare alla sua risoluzione. È polemica sulla Qatar Airways dopo la denuncia dell’International Transport Workers Federation (ITF). Nel 2014 la compagnia di bandiera qatariota è stata nominata la seconda migliore al mondo ma per quanto riguarda i diritti dei dipendenti – e in particolare delle donne –lascerebbe a desiderare. L’International Transport Workers Federation ha denunciato, appunto, che la società del Qatar impone alle hostess appena assunte di firmare un contratto in cui si impegnano a non sposarsi nei successivi 5 anni, pena il licenziamento. E anche la gravidanza, come si diceva, secondo la denuncia del sindacato internazionale dei lavoratori dei trasporti può portare al licenziamento.

La replica della compagnia aerea – La fine di un contratto di lavoro porta spesso con sé anche l'espulsione dal Paese, dal momento che circa il 90 per cento del personale del Qatar è straniero e la permanenza nel Paese dipende da un permesso di lavoro. “Il trattamento dei lavoratori della Qatar Airways va ben oltre le differenze culturali – ha denunciato Gabriel Mocho, segretario dell'aviazione civile presso l'International Transport Workers Federation – Sono i peggiori tra le compagnie aeree per quanto riguarda i diritti delle donne”. Dopo le critiche la società aerea in un comunicato inviato al Washington Post ha tentato di difendersi facendo sapere che “nella compagnia lavorano come hostess diverse donne sposate”, ma Akbar Al-Baker, Ceo della compagnia, ha aggiunto: “Se cerchi lavoro alla Qatar Airways ti diamo un documento che mostra i principi e regole da rispettare. Se sei una persona adulta e accetti queste condizioni, poi non ti dovresti lamentare”.