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Osama Bin Laden è stato ucciso. Barack Obama: “Giustizia è fatta”

Osam Bin Laden è morto, ucciso durante un'operazione condotta dalla Cia. A darne l'annuncio è stato il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che durante un intervento televisivo ha commentato: "Giustizia è stata fatta".

Osama Bin Laden è stato ucciso. Barack Obama:

Osama Bin Laden è morto, ucciso durante un’operazione attuata grazie a informazioni di intelligence statunitensi. A darne l’annuncio è stato il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il quale, attraverso un intervento televisivo da Washington nella serata di ieri, ha affermato che il capo di al-Qāʿida è morto durante un’operazione dei servizi speciali Usa. “Giustizia è stata fatta“, questo il commento di Obama, che ha fornito alcuni dettagli sulla missione segreta in Pakistan.

Dopo mesi di indagini, è stato autorizzato il raid qualche settimana fa: Osama Bin Laden si trovava con i suoi familiari nei pressi di Islamabad. Durante l’operazione, condotta dalla Cia, l’unico obiettivo era appunto Bin Laden, che sarebbe stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa. Nell’operazione avrebbero trovato la morte altre quattro persone: uno dei figli dello sceicco, una donna e due messaggeri di Al Qaeda. Tra i soldati americani, invece, non vi sono feriti.

Dopo il comunicato televisivo del presidente, che è avvenuto in diretta dalla East Room della Casa Bianca, immediate le reazioni: centinaia di persone si sono dirette presso la residenza ufficiale del Presidente, sventolando le bandierine a stelle e strisce e gridando “Usa, Usa”.

L’azione americana, precisa un funzionario del Pentagono coperto da anonimato, era rivolta all’eliminazione fisica dello sceicco. Anche in considerazione delle esperienze pregresse – che avevano visto più volte Bin Laden riuscire a darsi alla fuga – i commandos calati giù dagli elicotteri avrebbero dunque aperto il fuoco con l’intenzione diretta di uccidere quello che fu definito il “re del terrore”.

Alcuni tessuti del corpo di Osama Bin Laden sono tuttora sottoposti ai test del Dna per accertare l’identità della salma al di là di ogni dubbio. Intanto, proprio attorno alla salma si apre un problema del tutto imprevisto e che rischierebbe di alimentare sia sospetti che violente reazioni. Incassato il rifiuto da parte dei principali paesi musulmani ad accogliere la salma, il governo americano avrebbe deciso di seppellire il corpo dello sceicco in mare. Un’opzione che, fa sapere il Comitato dei ricercatori dell’università egiziana di al-Azhar, non è contemplata dalla Sharia e che potrebbe essere dunque interpretata come una forma di accanimento contro Bin Laden.

Le reazioni internazionali

Stati Uniti. “Giustizia è stata fatta”, questa la sintesi estrema, nella nottata di ieri, di Barack Obama. Dopo l’annuncio dell’uccisione di Bin Laden, Obama ha ricevuto l’attestato di stima del predecessore George Bush, che ha definito l’operazione “un successo formidabile” capace di trasmettere al terrorismo un “messaggio chiaro: non importa quanto tempo possa occorrere, ma giustizia sarà fatta”. Barack Obama, intanto, ha assicurato che “gli Stati Uniti non sono in guerra con l’Islam e non lo saranno mai”. Anche Bill Clinton si è congratulato “con il presidente, la squadra della sicurezza nazionale e i membri delle nostre forze armate per aver portato Osama Bin Laden di fronte alla giustizia dopo oltre un decennio di attacchi di al Qaeda”.

Gran Bretagna. Il premier inglese David Cameron ha osservato in mattinata che l’uccisione di Bin Laden determina un “grande passo” nel contrasto al terrorismo. Tuttavia, prosegue il leader conservatore, è necessario che l’Occidente resti vigile in attesa di una possibile risposta da parte di Al Qaeda.

Israele. Per Benyamin Netanyahu l’uccisione di colui che era indicato come il numero uno di Al Qaeda rappresenta “una vittoria della giustizia, della libertà e dei valori comuni ai Paesi democratici che hanno combattuto spalla a spalla contro il terrorismo”.

Palestina. Hamas ha condannato l’azione americana, definendo l’operazione statunitense “l’assassinio di un santo guerriero arabo”.

Afghanistan. Per Hamid Karzai, il presidente afghano incaricato di effettuare il passaggio da un governo che ha protetto Bin Laden ad uno contrario, la morte del leader di Al Qaeda è in primo luogo un messaggio ai talebani, invitati a “imparare la lezione”. Inoltre, prosegue Karzai, l’uccisione di Bin Laden in Pakistan dimostra non solo l’efficacia strategica di una guerra al terrorismo condotta nel territorio stesso in cui i militanti si esercitano ed agiscono, ma dimostra anche l’assenza di basi terroritiche in Afghanistan. Muovendosi su considerazioni non differenti, i Fratelli Musulmani concludono che dopo l’uccisione dello sceicco l’esercito americano deve lasciare il territorio afgano “per non dare una motivazione al moltiplicarsi dell’idea della jihad e della lotta contro l’occupante”.

Iraq. Positive anche le reazioni provenienti da un’altra terra vessata dalle guerre, l’Iraq. “Osama bin Laden” – afferma il governo di Baghdad – è stato l’ideatore e coordinatore dell’assassinio di molti iracheni e della distruzione del Paese”. E’ da attendersi, conferma ancora l’esecutivo iracheno, una risposta immediata da parte di Al Qaeda.

Pakistan. Catturato nei pressi di Islamabad, il timore del Pakistan è che Al Qaeda possa vedere proprio in questo paese un nemico colpevole di aver tradito lo sceicco. Anche sulla base di una tale consapevolezza, il presidente americano Obama ha tenuto a precisare che il governo americano non ha beneficiato di alcun aiuto da parte del governo pakistano, avendo condotto indipendentemente sia la fase di ricerca, sia quella di assalto.

Germania. Anche Angela Merkel ha unito la propria voce a quella di tutti i governi occidentali: “Sono sollevata per l’uccisione di Bin Laden”. Un’operazione, prosegue la cancelliera, rappresenta un colpo decisivo inferto al terrorismo di matrice islamica. Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha definito l’uccisione “una buona notizia per tutti coloro che amano la pace. Osama era uno dei terroristi più brutali al mondo”.

Francia. Soddisfazione viene espressa anche da Nicolas Sarkozy, che ha apprezzato la “tenacia” degli Stati Uniti nella caccia a Bin Laden, la cui morte non può che rappresentare, secondo il presidente francese, un evento importante nella lotta mondiale contro il terrorismo”.

Russia. Per il Cremlino la morte dello sceicco risulta essere l’occasione per confermare la sfida propria e della comunità internazionale al terrorismo, del resto, precisa il governo moscovita, “La Russia è stata una delle prime a fare presente i pericoli rappresentati dal terrorismo globale e purtroppo sa di prima mano ciò che è Al Qaeda”.

Italia. Le reazioni dei politici italiani, dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi a quelle del segretario del Pd Bersani, hanno espresso tutte soddisfazione per l’operazione condotta dagli Stati Uniti. Una lettura più critica, invece, è stata data dal Vaticano e da Izzedin Elzin, presidente dell’Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia.

Le reazioni dell’economia

La morte di Bin Laden ha prodotto i propri effetti anche nel mondo della finanza. Tutt’altro che distanti da reazioni di tipo psicologico, gli azionisti hanno accolto in maniera favorevole l’uccisione del leader di Al Qaeda. I principali titoli delle borse europee e americane, infatti, hanno fatto registrare significativi rialzi. Contemporaneamente cresce anche il valore del dollaro rispetto all’euro, mentre crolla il prezzo del petrolio, i cui rifornimenti, evidentemente, si presume che possano essere più affidabili grazie all’ipotizzabile indebolimento della rete terroristica grazie all’uccisione dello sceicco.

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