La Commissione parlamentare antimafia potrebbe ascoltare i dirigenti della Juventus, forse anche il presidente Andrea Agnelli, per chiarire gli aspetti riguardanti le infiltrazioni nella curva bianconera di personaggi legati alla criminalità che facevano da intermediari nella rivendita di biglietti per le partite. Lo ha ipotizzato il presidente del Comitato Mafia e Sport della Commissione Antimafia Marco Di Lello dopo l'audizione a Palazzo San Macuto di Monica Abbatecola e Paolo Toso, i due pm torinesi titolari dell'inchiesta “Alto Piemonte” sulla presenza della ‘ndrangheta al nord.

Juventus non è parte lesa ma neanche concorre nel reato – “Secondo la Procura di Torino – ha detto Di Lello dopo l'incontro – la Juventus non è parte lesa ma neanche concorre nel reato: dunque c'è una grande zona grigia che è esattamente il terreno su cui la Commissione ha il dovere di investigare anche per proporre poi soluzioni normative”. La valutazione che fanno i pm – ha proseguito Di Lello – “è che per portare avanti una accusa in sede processuale occorrono elementi che non hanno ravvisato nei casi in questione. È una valutazione che rispettiamo. C'è la piena consapevolezza da parte dei dirigenti della Juve e nessun nocumento, nessuno svantaggio: i biglietti li vendevano. Conoscere queste modalità di gestione ha suscitato qualche perplessità nel Comitato; ci ritorneremo, ora continuiamo il nostro lavoro in queste settimana con l'audizione sul Catania”.

“Valuteremo se ascoltare i dirigenti della Juventus” – “Tra 15 giorni parleremo con Pecoraro e poi valuteremo come tornare sul caso e se ascoltare i dirigenti della Juve, qualcuno lo chiede. Vedremo se invitare e chi. Nella carte sono citati d'Angelo, Calvo, Merulla e Marotta. Andrea Agnelli? Valuteremo nei prossimi giorni, la Juve è patrimonio nazionale e vogliamo evitare strumentalizzazioni e polemiche. Vogliamo bianco o nero non vogliamo alcuna zona grigia”, ha concluso Di Lello.