Il giudice federale delle Hawaii, Derrick Watson, ha bloccato su scala nazionale il nuovo divieto sull’immigrazione deciso dall’amministrazione Trump, che sarebbe dovuto entrare in vigore oggi. Anche la seconda versione del tanto discusso Muslim Ban (il bando al rilascio di nuovi visti per i cittadini di Libia, Siria, Sudan, Yemen Somalia e Iran e la sospensione) all'ammissione di nuovi rifugiati è stata bocciata anche nella sua seconda versione.  Una decisione che di fatto impedisce al provvedimento di entrare in vigore, come avrebbe voluto la Casa Bianca.

Perché il provvedimento è stato bocciato.

Doug Chin, Procuratore Generale delle Hawaii: “La principale ragione per la quale le Hawaii hanno portato il caso in tribunale è che si tratta davvero di qualcosa che ci colpisce al cuore. Questa è una legge che ci riporta indietro di mezzo secolo, al tempo in cui si praticava la discriminazione sulla base delle origini nazionali, della religione, è qualcosa contro la quale dobbiamo levare la nostra voce” ha detto in conferenza stampa davanti al palazzo di giustizia. Ma al bando viene correlato anche un possibile danno al settore turistico per le Hawaii e limiti nella possibilità di accogliere studenti e lavoratori stranieri.

Non solo Hawaii contro il Muslim Ban.

La prima versione del testo di legge (che coinvolgeva anche le persone originarie dell’Iraq e riguardava chi ha un visto o un permesso di soggiorno) era già stata giudicata anticostituzionale. Sono comunque diversi gli Stati USA dove la magistratura sta tentando fermare l’entrata in vigore del Muslim Ban di Trump, tra questi anche il Maryland e lo Stato di Washington.

La reazione di Trump.

"Il pericolo è chiaro, la legge è chiara, il bisogno per il mio ordine esecutivo è chiaro. Lotteremo e vinceremo" portando l'ordine esecutivo che limita l'ingresso negli Usa da alcuni Paesi a maggioranza musulmana "fino alla Corte Suprema". Così Donald Trump si scaglia contro la decisione del giudice federale delle Hawaii. Una decisione che il presidente ha definito un "abuso senza precedenti".