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Kepler-11 è il sistema solare simile al nostro: sei pianeti attorno ad una stella

Si chiama Kepler-11 ed è il piccolo sistema solare, formato da una stella e da sei pianeti che ruotano attorno più o meno sulla stessa orbitale. Un sistema solare simile al nostro

Kepler-11 è il sistema solare simile al nostro: sei pianeti attorno ad una stella.

Il pensiero che un giorno, chissà quando, le risorse naturali della Terra possano finire, legittima un’angoscia comune. Ci riferiamo, ovviamente, anche alle risorse cosiddette rinnovabili, quelle che dovrebbe rigenerarsi naturalmente, o per effetto dell’uomo, in tempi ridotti e in quantità infinite. Foreste, suoli agricoli, pascoli permettono la nostra sopravvivenza, anche se l’attività umana continua a mettere a rischio la salute del pianeta: l’inquinamento, la deforestazione, l’impoverimento del suolo determinano un’inevitabile processo distruttivo, che già da tempo manifesta i suoi effetti.

A consolare possibili catastrofiche previsioni riguardanti la Terra, il pensiero che da qualche parte, chissà dove, possa esistere un pianeta gemello al nostro, che abbia le stesse caratteristiche e che dunque possa “ospitare” la vita umana.

Ebbene, l’ultima scoperta della Nasa riguarda proprio l’individuazione di un sistema solare simile al nostro e distante 2000 anni luce dalla Terra. E’ stato il telescopio spaziale Kepler a “scovarlo” così lontano: ben sei sono i pianeti che lo formano e ruotano tutti attorno ad una stella, più o meno sullo stesso orbitale, proprio come accade qui da noi. Dopo la supernova Betelgeuse, il secondo sole della Terra, ecco un’altra incredibile scoperta, definita la più importante fatta sui pianeti esterni al Sistema solare dal 1995, come ha dichiarato Jack Lissauer, del centro di ricerche Amer della Nasa.

Sono stati gli astronomi dell’Università della California, a Santa Cruz, a realizzare questa importante scoperta. Sono riusciti ad individuare non solo i sei pianeti e la stella centrale, ma anche le orbite e le masse di ciascuno di essi: il periodo di rivoluzione di cinque dei pianeti dura cinquanta giorni e la loro massa è più grande di quella della Terra. Il sesto pianeta, invece, si trova più lontano, infatti il suo periodo di rivoluzione dura ben 118 giorni.

Questo “sistema solare gemello” è stato chiamato Kepler-11, dal nome del telescopio che è riuscito a individuarlo. Ciò è stato possibile grazie all’abbassamento di luminosità, prodotto quando i singoli pianeti passano di fronte la stella. Proporzionalmente, la riduzione della quantità di luce permette di calcolare anche le loro dimensioni. Il tempo tra una riduzione e l’altra serve, invece, a calcolare la durate del moto di rivoluzione dei sei pianeti. La massa, infine, si determina grazie alle variazioni che ciascuno di essi presenta nei periodi orbitali.

Quanto alla loro densità, sembra che sia inferiore a quella della Terra: quattro di essi potrebbero essere formati da idrogeno ed elio, mentre due da una possibile atmosfera di idrogeno ed elio. L’ipotesi è che questa atmosfera sia stata costituita in passato da altri elementi, che hanno poi liberato i pianeti, alcuni dei quali potrebbero essersi formati lontano dal loro “sole” e, successivamente, essersi ad esso avvicinati. Quanto alla possibilità che ci sia dell’acqua, considerando la relativa distanza dalla loro stella, in alcuni dei sei pianeti potrebbe essere presente sotto forma di vapore, che ad enormi pressioni potrebbe poi diventare liquida.

Si tratta di un’importantissima scoperta che potrebbe riservare altre sorprese, come afferma l’esperto di pianeti extrasolari Raffaele Gratton, dell’osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf): ”Non si può escludere che in esso esistano altri pianeti che potrebbero non essere transitati davanti alla stella nel periodo in cui il telescopio l’ha osservata“.

Le incredibili sorprese che ci riserva l’Universo non finiranno, di certo, qui.

Approfondimenti: terra

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