La decisione di "abolire" la bocciatura alle scuole elementari e medie continua a far discutere. Sebbene lo stesso ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, abbia spiegato che la possibilità di bocciare gli alunni rimarrà presente nell'ordinamento ma solo come "extrema ratio", alcuni insegnanti non sono affatto d'accordo con la posizione della titolare del Miur e a tal proposito hanno deciso di lanciare una petizione per chiedere il ripristino della bocciatura così come riconosciuta fino all'approvazione del decreto legislativo 62 "per ridare nuova dignità all'Istruzione primaria e secondaria”. Il "divieto" di bocciare nelle scuole primarie e medie, introdotto dalla cosiddetta riforma "Buona scuola bis", prevede sostanzialmente che gli allievi che frequentano le scuole elementari e medie non possano essere bocciati se non in casi gravi. Secondo Fedeli, infatti, rimandare gli alunni meni bravi certificherebbe "l’incapacità della scuola di sostenere gli alunni più deboli", dunque sarebbe un approccio formativo deleterio.

"Stiamo costruendo una scuola più inclusiva. Il testo sulla valutazione ha uno spirito molto diverso, non certo vietare di bocciare, ma lottare contro le povertà educative, favorire l’inclusione delle alunne e degli alunni più deboli attivando ben prima degli scrutini di fine anno o di decisioni importanti e impattanti come quella di non ammettere alla classe successiva, tutte le misure di accompagnamento possibili per non lasciare indietro nessuno. Soprattutto chi ha più difficoltà, magari perché viene da un contesto socio-economico più svantaggiato, perché a casa non può essere seguito come altre bambine o bambini, perché ha bisogni educativi diversi”, spiegò nei giorni scorsi il ministro Fedeli nel tentativo di sedare le polemiche sorte attorno alla decisione.

Di avverso parere sono però molti genitori e insegnanti, in particolar modo Silvia Silvagni, docente di scuola primaria e promotrice della petizione "Sì alla bocciatura" che al momento risulta aver raccolto oltre 8mila firme su change.org.

Nell'appello diffuso dalla docente elementare si legge

La degradazione del nostro sistema scolastico è contro l'interesse di ognuno di noi. Il nostro futuro di cittadini e di persone dipende fortemente dalla cura e dalla passione con cui trasmettiamo valori, nozioni, idee e gli strumenti che permetteranno alle nuove generazioni di pensare con la loro testa e coltivare la fiducia in se stessi e nel sistema (rivoluzionandolo ove necessario e implementandolo).

Eliminare la bocciatura nelle classi elementari e medie non crea soluzioni, ma ulteriori problemi. Per tutti coloro il cui impegno scolastico è motivo di orgoglio si tratta di una degradazione delle loro conquiste. Per coloro che hanno avuto problemi con alcune materie è motivo di maggiori difficoltà e una preclusione alla comprensione delle stesse. Per i docenti, un ulteriore ostacolo all'attività scolastica giornaliera.

La scuola non ha bisogno di buonismo ma di migliori strutture, migliori strumenti, docenti più remunerati, più stimolati, più supportati; la scuola ha bisogno di più soldi, non di un ulteriore taglio.

Gli studenti meritano si sapere che al mondo nulla è regalato, che tutti hanno il diritto di essere aiutati nel rispetto di chi ci mette fondi e impegno. Non togliamo valore alla scuola, ridiamogli dignità.