Cosa è successo a Crans-Montana: quali sono cause dell’incendio e chi sono le vittime della strage

La serata di Capodanno 2026 a Crans-Montana, in Svizzera si è trasformata in una strage costata la vita a 41 persone, molte delle quali giovanissime. Ragazzi di 15, 16 e 17 anni sono anche gran parte dei feriti durante il rogo che si è sviluppato all'interno del popolare bar Le Constellation, di proprietà dei coniugi francesi Jessica e Jacques Moretti.
Ci troviamo nel Comune svizzero di Crans-Montana, nel Cantone Vallese. Qui la coppia di origine corsa ha realizzato un vero e proprio network del divertimento notturno grazie a bar e ristoranti aperti in diverse località sciistiche del Cantone. Il fiore all'occhiello di questo business era il Constellation, dove la notte del 31 dicembre 2025 sarebbero state presenti centinaia di persone per festeggiare l'arrivo del nuovo anno.
Intorno alle ore 1.30 le fiamme sono divampate all'interno del locale. Secondo l'inchiesta aperta dalla Procura cantonale, a innescare il rogo sarebbero stati alcune candele inserite nelle bottiglie di champagne. Al centro dell'indagine ci sono i proprietari del bar, Jacques Moretti e Jessica Maric, indagati per omicidio colposo.
Chi sono le vittime dell'incendio

Sono 41 le vittime dell'incendio di Crans-Montana, la maggior parte di nazionalità svizzera, francese e italiana. 22 sono di nazionalità svizzera, le più numerose. Seguono poi 9 vittime francesi e 6 italiane. Infine Belgio, Romania, Turchia e Portogallo hanno registrato una vittima ciascuno. L'ultima vittima è un 18enne svizzero, deceduto dopo settimane di agonia in ospedale a Zurigo.
Il Constellation attirava un pubblico di giovanissimi ed è stato così anche la notte di Capodanno. Le vittime svizzere per la maggior parte erano nate dal 1997 in poi. Anche il bilancio degli italiani è particolarmente pesante in tal senso: la vittima più giovane ha appena 15 anni, la più grande 17 appena compiuti.
- Achille Barosi, 16 anni, milanese;
- Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese;
- Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese;
- Chiara Costanzo, 16 anni, milanese;
- Sofia Prosperi, 15 anni, italo-svizzera;
- Riccardo Minghetti, 16 anni, romano.
Cinque delle sei salme dei giovani italiani sono rientrate in Italia il 5 gennaio con un volo organizzato dalla Farnesina partito da Sion e atterrato a Milano Linate. Il corpo di Sofia Prosperi invece resterà in Svizzera e sarà trasportato a Lugano, dove risiede la famiglia.
Cosa ha innescato l'incendio a Le Constellation

L'incendio sarebbe stato innescato dalle scintille di alcune candele inserite nelle bottiglie di spumante. È l'ipotesi al vaglio della procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, secondo la quale le bottiglie di champagne con le candele accese sarebbero state portate troppo vicino al soffitto. Buona parte delle indagini riguarda proprio il lavoro svolto all'interno del bar, i permessi di cui disponeva, e i materiali utilizzati.
Le candele pirotecniche al vaglio della procura si distinguono da quelle comuni per la presenza di un mix di polveri metalliche come alluminio, ferro o magnesio, e di ossidanti chimici, che servono a produrre le tipiche scintille. Proprio questa caratteristica le rende inadatte a essere utilizzate nei luoghi chiusi, anche se sono sempre più popolari proprio nei locali notturni e nelle discoteche, dove è ormai pratica comune usarle come decorazione quando vengono portate le bottiglie di spumante ai tavoli.
A suffragare l'ipotesi ci sono anche i video pubblicati sui social in cui si vedono le prime fasi dell'incendio.
Cosa si vede nei video registrati dai ragazzi

Le immagini della serata mostrano musica e balli all'interno della struttura, e in alcuni fotogrammi è possibile osservare anche il principio dell'incendio e il tentativo di alcuni ragazzi di spegnerlo. I video sono stati realizzati dai ragazzi presenti all'evento del bar Le Constellation e mostrano come il fuoco si è espanso in quella che il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, ha definito una delle "peggiori tragedie" del paese.
A pesare su questo bilancio, oltre al numero delle vittime, è proprio la loro giovane età. Nei video alcuni cercano di spegnere il principio di incendio partito dal soffitto, ma nessuno può sapere l'inferno che si scatenerà di lì a poco.
"Ha iniziato da un piccolo fuocherello e poi si è diffuso in un attimo – spiega un ragazzo che avrebbe dovuto partecipare alla serata– c'erano i miei amici che sono andati a prendere la giacca e poi sono usciti un po' tutti bruciati".
La certezza ormai accreditata, anche alla luce dei video, è che l'incendio sia partito proprio dal soffitto.
Cosa ha favorito il divampare delle fiamme dal soffitto
A favorire il divampare delle fiamme sarebbero state le candele pirotecniche inserite sui tappi delle bottiglie di champagne fatte sfilare nel locale e sollevate verso il soffitto di poliuretano, un materiale facilmente infiammabile usato per l'isolamento sonoro.
Il poliuretano può presentarsi in diverse forme, e la più pericolosa è quella di schiuma rigide o flessibili. In questi casi è particolarmente infiammabile: una scintilla o alte temperature possono innescare una combustione rapidissima.
Il locale era stato acquistato nel 2015 da Jacques Moretti e Jessica Maric e ristrutturato totalmente nel tempo record di 100 giorni. Proprio sui materiali usati al suo interno si stanno concentrando gli investigatori.
Un altro rischio connesso all'uso di questo materiale riguarda i fumi estremamente tossici sprigionati durante la combustione, in particolare monossido di carbonio e acido cianidrico, che se inalati in ambienti chiusi possono provocare un vero e proprio avvelenamento. Dopo la tragedia, il Comune ha formalmente vietato l'uso di fuochi d'artificio all'interno degli edifici.
I problemi della sicurezza
I problemi alla sicurezza del locale non riguardano solo il soffitto di poliuretano e l'uso delle candele pirotecniche. Sono al vaglio della magistratura cantonale anche i permessi di costruzione e tutti i materiali usati. I punti oscuri della sicurezza potrebbero essere molti dato che l'ultimo controllo all'interno del locale risale al 2019, a fronte di una normativa che impone vengano eseguiti ogni anno. Ad ammettere la negligenza, nel corso di una conferenza stampa, è stato il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, il quale però sostiene di non sapere spiegare il motivo dei mancati controlli al Le Constellation, e rifiuta categoricamente l'ipotesi di corruzione presentata da una giornalista.
Al centro dell'interesse dei media ci sono anche le uscite di sicurezza che secondo le testimonianze dei sopravvissuti sarebbero state poche rispetto al numero di persone all'interno del locale.
Uscite che i proprietari volevano ulteriormente ridurre, come emerge da un documento diffuso dai media svizzeri in cui i Moretti richiedono al Comune un permesso per effettuare alcuni lavori per chiudere la terrazza in vetro su un lato della strada e ampliare la veranda esterna, aumentando così il numero dei posti a sedere.
I lavori avrebbero comportato la chiusura di una delle uscite, quella rivestita di plexiglass della terrazza, proprio quella dalla quale alcuni ragazzi sarebbero riusciti a fuggire la sera della tragedia. Se fosse già stata chiusa il bilancio delle vittime sarebbe potuto essere ancora più alto.
Cosa rischiano i proprietari de Le Constellation
Al momento i proprietari del locale, Jacques e Jessica, sono indagati per omicidio, lesioni e incendio a titolo colposo. Tuttavia, solo al momento dello stato d'accusa da parte della Procura, equivalente al nostro rinvio a giudizio, sarà chiaro se affronteranno il processo e quali saranno i capi di imputazione. Non sono quindi ancora escluse pene severe fino all'ergastolo.
A deciderlo saranno le autorità del Cantone Vallese, guidate dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud, che in queste settimane stanno conducendo l'inchiesta.
Inizialmente, la procuratrice aveva scelto di non mettere attuare l'arresto preventivo, misura arrivata solo dieci giorni dopo i fatti di Crans-Montana con la detenzione in carcere per Jacques. Per la moglie, invece, la Procura ha scelto misure cautelari come obbligo di firma e il divieto di lasciare il Comune. La cauzione complessiva di 400 mila franchi è stata pagata da un misterioso amico, e da allora i Moretti sono liberi in attesa della conclusione delle indagini.
I percorsi dei due, pero, potrebbero separarsi in vista di un eventuale processo. Questo alla luce delle ultime novità delle indagini. Jacques non era più il gestore del bar, qualifica che dal 2015 apparteneva – almeno formalmente – alla sola Jessica. Inoltre, la sera della tragedia era solo la donna a trovarsi al Constellation, dove è stata ustionata a un braccio dalle fiamme. La testimonianza di una cameriera del bar potrebbe aggravare la sua posizione, mentre il marito si trovava in uno degli altri due locali di loro proprietà.
Oltre alla coppia francese, la Procura ha indagato anche due funzionari del Comune di Crans-Montana: l’attuale capo del servizio di pubblica sicurezza Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud.
Al termine delle indagini della Procura del Cantone Vallese verrà deciso se gli indagati, i coniugi Moretti e i funzionari del Comune, andranno a processo oppure no.