Condanna a 6 anni e 8 mesi per l'omicidio volontario del figlio. Questa la pena inflitta dal giudice per le udienze preliminari di Brindisi a Cosimo Di Cataldo, un uomo pugliese di 59 anni protagonista di un terribile caso di violenza famigliare finito nel sangue nel luglio del 2016. Una pena lieve nonostante l'accusa di omicidio volontario  perché al pensionato, così come richiesto dal suo legale, l'avvocato Giancarlo Camassa, il giudice ha riconosciuto l'attenuante della provocazione. Per lui l'accusa aveva chiesto un condanna a 9 anni e 4 mesi di reclusione ma il Gup ha deciso per una pena più mite.

Del resto il 59enne di Latiano, che attualmente si trova agli arresti domiciliari ed è autorizzato a recarsi al lavoro, si era subito consegnato ai carabinieri dopo il delitto del figlio, il 33enne Antonio, e non aveva mai dissimulato nulla. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base dell'omicidio, vi è stata una lite famigliare tra padre e figlio per questioni economiche. Durante l'accesa discussione, la pistola da cui partì la raffica di colpi, una calibro 38 di proprietà della vittima, era impugnata dallo stesso 33enne che sarebbe stato disarmato dal genitore e ucciso. Cinque colpi raggiunsero il 33enne, tre dei quali alla testa, così come confermato dall'esame autoptico

La ricostruzione dei fatti è stata possibile anche grazie alle intercettazioni effettuate nell'ambito di un'altra inchiesta. Subito dopo i fatti, il 59enne chiamò i carabinieri e si costituì ai militari, rendendo subito piena confessione dell'accaduto. Dopo la sentenza letta in aula dal giudice Tea Verderosa, l'imputato, presente all'udienza, èscoppiato in lacrime