in foto: Tullio De Mauro

È morto oggi, nella sua casa di Roma, all'età di 84 anni, il linguista italiano Tullio De Mauro. Oltre a essere presidente della Fondazione Bellonci per il Premio Strega, De Mauro (nato a Torre Annunziata in provincia di Napoli, il 31 marzo 1932) è stato Ministro della pubblica istruzione nel secondo Governo Amato e soprattutto autore di opere fondamentali per la comprensione della lingua italiana come il "Grande dizionario italiano dell’uso" e "Storia linguistica dell’Italia unita".

Il cordoglio, unanime nel mondo della cultura e della politica italiana, sta già facendo il giro del web. Su Twitter le parole del Direttore della Fondazione Bellonci per il Premio Strega, Stefano Petrocchi, riassumono bene lo stato d'animo di tutti dopo la notizia

Subito dopo la guerra, Tullio De Mauro si era spostato a Roma, dove aveva frequentato il Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma. Nel 1951 si iscrisse al Partito Liberale Italiano per favorirne la sinistra interna legata alla rivista "Il Mondo". Successivamente ha insegnato Linguistica generale e ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università la Sapienza di Roma, facoltà che ha contribuito a fondare, insieme ad Alberto Asor Rosa.

Sul finire degli anni Sessanta, ha presieduto la Società di Linguistica Italiana, mentre a metà anni Novanta la Società di Filosofia del Linguaggio. Notissimi i suoi studi nel campo della linguistica relativi ai dizionari per la lingua italiana. Nel novembre 2006, infatti, ha contribuito alla fondazione dell'associazione "Senso Comune" per un progetto di dizionario informatico, di cui è tuttora presidente. È socio ordinario dell'Accademia della Crusca.

Dal novembre 2007, inoltre, dirigeva la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e presiedendo il comitato direttivo del Premio Strega. In tale veste, negli ultimi anni, ha animato a ravvivato l'importante il più importante premio letterario, nel tentativo di avvicinarlo ai giovani e di garantirne l'autonomia rispetto alle pressioni degli editori. Era fratello minore di Mauro De Mauro, giornalista de "L'Ora" di Palermo rapito e ucciso dalla mafia nel settembre 1970, e padre di Giovanni De Mauro, direttore della rivista "Internazionale".