"In merito all'articolo dell'Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi ‘de relato' e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale". Così Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e neo segretario del Partito Democratico ha commentato la notizia divulgata dal settimanale ‘L'Espresso'.

Zingaretti ha ricevuto subito attacchi dagli avversari pentastellati. Il primo a intervenire è il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: "Questo sarebbe il nuovo che avanza? Il neosegretario del Pd Nicola Zingaretti – se venisse confermato quanto riportato da L'Espresso – sarebbe indagato per finanziamento illecito. Cambiano i segretari ma gli affari oscuri sembrano rimanere di casa nel Pd. Zingaretti abbia il pudore di mollare la nuova poltrona". 

Poi a parlare è il senatore Gianluigi Paragone: "Apprendiamo dall'Espresso un fatto che, se confermato, sarebbe gravissimo: Nicola Zingaretti risulterebbe indagato per un presunto finanziamento illecito. Mi auguro che il neosegretario del Pd smentisca questa notizia, altrimenti faccia un passo indietro. Certo, sarebbe veramente un pessimo inizio…".

E ancora: "Spunta il nome di Nicola Zingaretti nelle indagini per finanziamento illecito che sta portando avanti la procura di Roma. Se i fatti, che riporta oggi L'Espresso, fossero accertati, sarebbe fin troppo semplice dire che il Pd, come il lupo, perde il pelo ma non il vizio. E che certe pratiche vergognose di una certa classe politica sono dure a morire. Non è la prima volta che il neosegretario del Pd finisce sotto indagine, era già capitato con Mafia Capitale: di certo, per il suo partito non è un bel segnale. Ci aspettiamo che faccia immediatamente chiarezza", ha detto Francesco Silvestri, vicepresidente del Movimento 5 Stelle alla Camera.

Ma Zingaretti ha dichiarato che non si farà intimidire dal M5S: "Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità. Quanto al Movimento 5stelle e alle loro scomposte dichiarazioni: comprendo la loro disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei citttadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna. Ma se pensano di aggrapparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso. Non mi faccio intimidire da chi utilizza queste bassezze. Se ne facciano una ragione".

Poi, intervenuto a Carta Bianca su RaiTre, intervistato da Bianca Berlinguer, ha aggiunto: "Io sono una persona onesta, pulita, non so di cosa si stia parlando". I Cinque Stelle "usano la giustizia per fare politica. Raggi è stata sotto processo e io ovviamente non mi sono azzardata a dire nulla perché le persone vanno giudicate nei processi". 

"Con le sue parole il leader del Pd in sostanza conferma le rivelazioni del giornalista Fittipaldi – ha replicato in una nota il capogruppo del M5s al Senato Stefano PatuanelliNe prendiamo atto, ma allo stesso Zingaretti andrebbe ricordato che su questioni simili non deve risposte a noi del M5s, ma all'opinione pubblica e ai cittadini che hanno creduto in lui".