Un semplice spray nasale può migliorare il sonno dei bambini: lo studio sulle apnee notturne

Russare spesso, avere un sonno agitato, svegliarsi stanchi o manifestare difficoltà di concentrazione durante il giorno. Nei bambini, tutti questi segnali possono essere legati all'apnea ostruttiva del sonno, un disturbo piuttosto diffuso, che interessa fino al 12% dei minori in età scolare e rappresenta una delle principali cause di rimozione chirurgica di tonsille e adenoidi. Non solo. Un riposo di scarsa qualità può addirittura influire sul corretto sviluppo psicofisico, poiché è proprio durante il sonno notturno che il cervello dei bambini consolida la memoria e rilascia l'ormone della crescita. Secondo un nuovo studio australiano, però, prima di affrontare una sequela di visite specialistiche o interventi chirurgici, potrebbe bastare uno spray nasale a base di soluzione salina per ridurre di molto l'impatto di questa condizione sui più piccoli.
Cosa ha scoperto lo studio: i miglioramenti dopo poche settimane di trattamento
La ricerca, pubblicata su Jama Pediatrics, ha coinvolto 150 bambini tra i 3 e i 12 anni, tutti con sintomi significativi di disturbi respiratori del sonno e già indirizzati a strutture specialistiche. L'obiettivo era verificare se un trattamento semplice e a basso costo potesse ridurre i sintomi in modo efficace, alleggerendo al tempo stesso il carico sui servizi specialistici. Tutti i partecipanti hanno iniziato con un ciclo di sei settimane di spray salino quotidiano. Al termine di questa prima fase, quasi il 30% dei bambini aveva visto scomparire completamente i sintomi. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto considerando che molti di loro convivevano con il problema da anni.
I bambini che presentavano ancora disturbi sono stati poi divisi casualmente in due gruppi: uno ha continuato con la soluzione salina, l'altro ha utilizzato uno spray nasale a base di steroidi, trattamento da tempo impiegato in questi casi. Dopo altre sei settimane, i risultati hanno mostrato un'efficacia praticamente identica tra le due opzioni, con circa un terzo dei bambini di ciascun gruppo che aveva ottenuto una risoluzione dei sintomi. Nel complesso, dopo dodici settimane di trattamento, un bambino su due stava meglio, senza aver avuto bisogno di ulteriori esami, visite specialistiche o interventi chirurgici.
Perché si tratta di una scoperta importante
Secondo la coordinatrice dello studio, la pediatra e specialista in medicina del sonno Gillian Nixon, i dati raccolti indicano come la soluzione salina non sia un semplice placebo. Al contrario, rappresenta un'opzione terapeutica efficace e sicura come primo approccio. "Un semplice spray salino potrebbe essere la chiave per sbloccare un sonno migliore per molti bambini", ha spiegato Nixon.
In effetti, le tipologie di spray utilizzate nello studio sono soluzioni nasali facilmente reperibili in qualsiasi farmacia (quasi sempre senza bisogno di una ricetta), prive di effetti collaterali (anche nel caso dei farmaci steroidei) e tollerate dalla stragrande maggioranza della popolazione pediatrica. Non sono emerse nemmeno differenze significative legate all'età dei bambini, alla gravità dei sintomi o alla presenza di fattori di rischio come allergie o ipertrofia delle tonsille, suggerendo che questo approccio possa essere utile in una vasta gamma di situazioni.
Il possibile impatto sul sistema sanitario
Un altro aspetto rilevante riguarda l'organizzazione stessa del sistema sanitario, sempre alla ricerca di strategie per snellire le procedure e ottimizzare le risorse. Se, alla prima comparsa dei sintomi, situazioni di questo tipo fossero inizialmente prese in carico dal pediatra o dal medico di base con un trattamento salino di almeno tre mesi, molti casi potrebbero risolversi senza la necessità di ricorrere allo specialista. Tutto questo, spiegano gli autori della ricerca, permetterebbe di ridurre le liste d'attesa e di concentrare le risorse sui bambini con forme più gravi o persistenti.
Pur con alcuni limiti, come l'assenza di un gruppo di controllo (utile per determinare se il miglioramento osservato è dovuto al farmaco stesso o alla semplice aspettativa del paziente di essere curato), lo studio potrebbe aprire la strada a un cambiamento concreto nella gestione dei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Prima di pensare a esami complessi o alla sala operatoria, una cura accessibile e a basso costo potrebbe fare una grande differenza, migliorando il sonno dei bambini e la qualità di vita delle loro famiglie.