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Perché va bene lasciare dormire fino a tardi i figli nel weekend: lo studio che rassicura i genitori

Secondo una nuova ricerca americana, dormire fino a tardi nel weekend riduce del 41% il rischio di depressione tra i giovani. Stando ai risultati ottenuti, il “recupero” del sonno non è pigrizia, ma una difesa biologica necessaria contro lo stress e i ritmi frenetici della settimana.
A cura di Niccolò De Rosa
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Se ogni fine settimana comincia con rimproveri, tapparelle alzate con veemenza e figli assonnati che si girano dall'altra parte, questa notizia potrebbe svoltare le mattinate di milioni di ragazzi (e dei loro genitori). Un nuovo studio americano sembra infatti dare ragione ai giovani che, il sabato e la domenica, non vogliono abbandonare il letto prima di pranzo. Dormire di più nel weekend, quando durante la settimana si accumula stanchezza, può infatti avere un effetto incredibilmente positivo sulla salute mentale.

La ricerca, condotta dall’Università dell'Oregon e dalla State University of New York Upstate Medical University e pubblicata sul Journal of Affective Disorders, ha analizzato i comportamenti di sonno di giovani tra i 16 e i 24 anni, evidenziando un aspetto che farà piacere ai tanti adolescenti che adorano dormire qualche ora in più nei giorni senza scuola: chi recupera le ore perse durante la settimana dormendo di più nel fine settimana ha un rischio di sviluppare sintomi depressivi inferiore del 41% rispetto a chi mantiene gli stessi orari anche nel weekend. Non si tratta ovviamente di una cura miracolosa, ma di un segnale importante in una fascia d’età esposta a stress, pressioni scolastiche e fragilità emotive. Per molti adolescenti e giovani adulti, dormire di più il sabato e la domenica non è dunque solo un piacere, ma una necessità.

Riposare di più nel weekend compensa le fatiche della settimana

Nella loro analisi, i ricercatori hanno ricostruito una routine tipo dell'adolescente medio. Sveglia presto per andare a scuola (o all'università), pomeriggi divisi tra compiti, sport, uscite con gli amici e, per alcuni, anche qualche lavoro part-time. Il risultato è un "debito di sonno" che cresce giorno dopo giorno. L'ideale, ricordano gli esperti, sarebbe dormire tra le otto e le dieci ore ogni notte. Ma tra teoria e realtà c'è di mezzo la frenetica routine quotidiana.

"È normale che gli adolescenti siano dei nottambuli, quindi lasciateli recuperare il sonno nel weekend se durante la settimana non riescono a dormire abbastanza", ha affermato la psicologa Melynda Casement, tra le autrici principali dello studio. Ecco perché, quando non si riesce a dormire abbastanza durante la settimana, concedersi un recupero nel fine settimana può diventare una strategia di protezione per l’umore.

Come si misura il recupero di sonno

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato i dati della National Health and Nutrition Examination Survey raccolti tra il 2021 e il 2023. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare orari di sonno e risveglio nei giorni feriali e nel fine settimana. Da qui è stato calcolato il cosiddetto "weekend catch-up sleep", ossia la differenza tra quanto si dorme mediamente il sabato e la domenica e quanto si dorme dal lunedì al venerdì.

Non solo. I giovani hanno anche risposto a domande sul loro benessere emotivo. Chi dichiarava di sentirsi triste o depresso ogni giorno è stato considerato maggiormente a rischio per lo sviluppo, durante gli anni di sintomi legati ad ansia e depressione. Incrociando i dati, è emerso che chi recuperava sonno nel weekend mostrava una probabilità significativamente più bassa di rientrare in questa categoria.

Perché gli adolescenti fanno tardi (anche se sono stanchi)

C’è poi una spiegazione biologica che aiuta a comprendere il fenomeno. Durante l’adolescenza, l'orologio interno del corpo cambia: diventa più difficile addormentarsi presto, anche quando si è esausti. "Invece di essere un’allodola mattiniera, si diventa sempre più "nottambuli", ha spiegato Casement. L'orario naturale del sonno tende a spostarsi in avanti fino ai 18-20 anni, per poi gradualmente tornare a essere più mattutino. Per molti ragazzi, l'intervallo ideale per dormire sarebbe, più o meno, quello che va dalle 23 alle 8. Ma le campanelle della scuola e gli impegni mattutini suonano molto prima. Il risultato è una stanchezza cronica che si accumula durante la settimana e chiede il conto appena arriva il weekend.

Una questione di salute pubblica

Il tema non è affatto secondario, né riguarda solamente la possibilità di ridurre i litigi mattutini tra genitori e adolescenti. La depressione è infatti tra le principali cause di disabilità nella fascia 16-24 anni. Come hanno sottolineato i ricercatori, non si tratta solo di una forma sofferenza psicologica, ma di un disagio che, nei giovani, si traduce anche con la difficoltà a rispettare gli impegni, assenze frequenti, e un calo del rendimento scolastico (e più avanti con l'età, lavorativo). Comprendere quali fattori possano ridurne il rischio dovrebbe essere dunque una priorità per la salute pubblica. E il sonno, spesso sacrificato in nome della produttività, emerge come un aspetto assolutamente determinante per il benessere fisico e mentale delle future generazioni.

Gli esperti non invitano dunque a trasformare ogni weekend in una maratona sotto le coperte. La regolarità resta l'obiettivo ideale. Ma, in un mondo che chiede sempre di più ai ragazzi, forse permettere loro di dormire un po’ di più il sabato mattina non significa "sprecare la giornata" ma dare al cervello il tempo di rimettersi in equilibrio. E, magari, spegnere per una volta la sveglia senza sensi di colpa.

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