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Perché i bambini non riescono a completare i proverbi? Il pedagogista commenta il trend di TikTok

Spopolano sulle piattaforme social video di insegnanti o genitori che fotografano gli stravaganti modi di completare i proverbi di bambini delle elementari. Il dottor Luca Frusciello ha spiegato a Fanpage.it perché i bimbi così piccoli non comprendono i modi di dire.
Intervista a Luca Frusciello
Pedagogista
A cura di Sophia Crotti
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bimba proverbi

Chi aprendo TikTok o Instagram non è incappato in uno dei tanti video di insegnanti che condividono gli esercizi dei loro alunni delle elementari che completano i proverbi in maniera del tutto stravagante? Tra chi completa “l’erba del vicino” con “è sempre più bella” e chi all “l’abito non fa” aggiunge “scena”, appare evidente che questi contenuti, per quanto simpatici, non riescano a  dimostrare le abilità dei bambini in materia. Abbiamo chiesto al pedagogista Luca Frusciello di spiegarci perché i bimbi non comprendano i modi di dire e quali siano i benefici e l’età giusta per insegnare loro questi detti.

Luca Frusciello
dott. Luca Frusciello (pedagogista)

I modi di dire e la memoria fonetica

Spesso i contenuti su TikTok che mostrano le strampalate risposte dei bambini al completamento di uno o più proverbi, ritraggono esercizi svolti da alunni delle elementari. Il dottor Frusciello ci ha spiegato che a questa età, però, è normale che i bimbi rispondano in maniera concreta, dunque sbagliando, alla richiesta di completare un proverbio: “In terza elementare l’unico motivo per cui un bambino potrebbe rispondere in maniera corretta al completamento di un modo di dire è il fatto che lo abbia già sentiti dire a casa e dunque lo riconosca come facente parte della sua memoria fonetica”. Frusciello ci spiega infatti che per lo stesso meccanismo alla scuola primaria i bambini imparano le tabelline, anche senza conoscerne i processi logici matematici sottesi o l’alfabeto. “Chiedete ad un bimbo delle elementari che padroneggia perfettamente le lettere dalla A alla Z di ripeterle al contrario o partendo dalla lettera F, sarà in difficoltà”. Spiega il pedagogista, proprio perché il piccolo ha associato il susseguirsi delle lettere alla cantilena imparata a memoria.

I ragazzi acquisiscono infatti le competenze sottese ai modi di dire, ossia la capacità di associare un concetto astratto a un’esperienza,  solo attorno ai 13 anni, dopo aver imparato, spiega l’esperto, all’età di 8 anni circa, i nomi e le parole astratte. “Il proverbio appartiene all’acquisizione di un linguaggio che si basa sull’esperienza, infatti il bambino imparerà cosa significa che l’erba del vicino è sempre più verde, solo dopo aver esperito che noi esseri umani tendiamo a vedere gli averi o l’essere degli altri, come sempre migliore del nostro”. Di conseguenza solo una volta fatta esperienza del significato più profondo del modo di dire e del significato delle parole astratte, si potrà insegnare al bambino ad associarli.

Perché gli errori dei bambini fanno ridere

I contenuti che si trovano su TikTok, dunque, secondo il pedagogista Luca Frusciello, sono in realtà studiati per far ridere gli utenti e non dei veri e propri esercizi che il bimbo può fare in classe per vedere poi valutate le competenze raggiunte. “A scuola ci si esercita e si impara, non si fanno certo i quiz, un esercizio da far fare al bambino una volta raggiunti almeno i 13 anni, può essere quello di chiedergli di spiegare il significato concreto che si trova dietro l’astrattezza di un modo di dire, non di completare il detto”.

Credits: profilo TikTok @elenasavian
Credits: profilo TikTok @elenasavian

Dietro alla conoscenza dei proverbi, infatti, che può essere verificata attraverso un compito dall’insegnante, c’è la possiblità di rendersi conto se il bambino ha imparato a tirare fuori dall’astrazione un concetto concreto. “Far imparare a memoria i detti ai bambini per completarli non fa che mortificarli se li sbagliano. Attraverso una verifica, un'interrogazione o un esercizio in classe bisognerebbe invece cercare di capire se sono riusciti a trasformare l’esperienza in pensiero e allora si avrà la certezza che hanno compreso il significato più profondo dei modi di dire conclude Frusciello.

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