Perché crescere figli non troppo obbedienti può proteggerli dagli abusi: la teoria del parental coach

Parlare di come proteggere i figli dagli abusi e dagli adescamenti non è mai facile, ma è un tema che riguarda tutti i genitori. Spesso si pensa che la soluzione sia tenere i bambini lontani dagli adulti o vietare i pigiama party. Eppure, un approccio molto più efficace potrebbe essere quello che si costruisce ogni giorno in casa, attraverso il modo stesso di educare. Jon Fogel, padre di quattro figli e parental coach molto attivo sui social, ha recentemente condiviso su Instagram tre strategie essenziali che stanno facendo riflettere tanti genitori.
"Gli abusi sui bambini sono un'epidemia", dichiara Fogel nella didascalia al filmato diventato virale. Un'affermazione dura, ma che risulta supportata dai dati, visto che le ultime ricerche – incluso un dossier del 2024 stilato dal Telefono Azzurro– dimostrano come l'avvento di Internet prima e dell'Intelligenza Artificiale poi abbia spostato nel mondo digitale il terreno di caccia di abuser e malintenzionati, moltiplicando i pericoli per gli utenti più giovani.
Non pretendere obbedienza cieca
Il primo pilastro dell'approccio suggerito da Fogel potrebbe spiazzare le mamme e i papà appartenenti alla "vecchia scuola". Poiché i predatori cercano proprio chi non osa dire di no, chi è abituato a non mettere in discussione gli adulti, Fogel suggerisce infatti di non crescere bambini che siano "obbedienti a tutti i costi". Un bambino che sa di poter dire "non mi piace" o "non voglio" a un genitore, saprà farlo anche con chiunque altro, mettendo un confine prezioso contro i tentativi di abuso. Per questo lo stesso parental coach ha raccontato di aver insegnato ai figli a esprimere il loro dissenso, seppur in modo sicuro e rispettoso, non limitandosi a imporre le regole, ma spiegandole e discutendone con i ragazzi.

Mai punire o far provare vergogna
Il secondo punto è forse ancora più controintuitivo. Secondo Fogel, adottare una disciplina intransigente può essere decisamente controproducente, poiché punizioni e umiliazioni non insegnano davvero a comportarsi bene, ma alimentano soltanto la paura nei confronti dell'autorità. Una paura che può diventare un’arma in mano agli abusanti. "Il timore che i genitori si arrabbino è uno strumento che gli abusatori usano per far tacere i bambini", spiega. Se un bambino sa che i genitori lo ascolteranno senza rabbia, anche se ha sbagliato, saprà che può raccontare qualsiasi cosa, senza paura di essere punito. Un esempio? Suo figlio, quando un insegnante minaccia di "chiamare i genitori", il piccolo risponde sereno: "Sì, per favore, loro ci aiuteranno a risolvere la questione".
Infine, conclude l'esperto, rimane importantissimo che i genitori non trattino le questioni riguardanti il corpo – e quindi anche il sesso – come un tabù. Utilizzare parole adatte all'età dei bambini per parlare di corpo e intimità, toglierà imbarazzo e curiosità dai bambini, riducendo il rischio che qualche sconosciuto faccia leva su questi aspetti per metterli in soggezione