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Intelligenza artificiale (IA)

L’allarme di Telefono Azzurro: l’intelligenza artificiale sta facendo esplodere gli abusi sui minori

Aumenta il numero di immagini create dalle IA generative: così realistiche da essere indistinguibili dal vero materiale pedopornografico. In Italia, la maggior parte degli interventi del 113 Servizio Emergenza Infanzia sono rivolti soprattutto ai contenuti che raffigurano abusi e i casi di sextortion.
A cura di Velia Alvich
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Un bambino su cinque è stato vittima di qualche forma di violenza sessuale in Europa. E nell'80% degli abusatori era noto alla vittima. A cadere nelle spire dei predatori, specialmente online, sono soprattutto bambini di gruppi svantaggiati o minoritari. Questo è l'allarme lanciato dalla Fondazione Telefono Azzurro nel dossier "La dignità dei bambini nel mondo digitale".

Una dignità violata ogni giorno di più anche dalle intelligenze artificiali (IA). "La pervasività degli strumenti digitali costituisce un acceleratore dei fenomeni di abuso sessuale", sostiene il professore Ernesto Caffo, presidente della Fondazione, che punta il dito sui nuovi fenomeni di sfruttamento e abuso sui minori nel mondo online, "cui si aggiunge oggi la potenza delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, usata per l'autoproduzione di materiale pedopornografico fake indistinguibile da video reali".

L'aumento dei casi di abuso sui minori online

I numeri degli abusi online continuano a crescere. Tanti allarmi risuonano in giro per il mondo e sono stati raccolti dal Telefono Azzurro nel suo dossier. Per l'Internet Watch Foundation (IWF), le segnalazioni di contenuti online relativi a abuso sessuale sui minori (Child Sexual Abuse Materials o CSAM) nel 2023 sono aumentati del 5% rispetto all'anno precedente: sono 392.660 i contenuti trovati online. E sono aumentati anche i siti web che li contengono, in crescita dell'8% rispetto al 2022. Un anno che è stato definito da questa fondazione come "il più estremo mai registrato".

A preoccupare sono anche i contenuti definiti come "autogenerati", cioè scattati o filmati direttamente dai minori anche tramite inganno o coercizione: nel 2023 sono stati trovati 107.615 link a contenuti simili, un aumento del 66% rispetto all'anno precedente. Cresce anche il numero di immagini generate dalle intelligenze artificiali che sono state rilevate online dall'IWF: nel 2023 sono state registrate 20.254 nuove immagini fake.

Non solo un problema di numeri, ma anche di realismo: così verosimili da sembrare fotografie di veri abusi, indistinguibili da quelli reali anche per lo sguardo allenato di chi combatte il fenomeno. Così, la circolazione nel web di immagini create da IA generative aggiunge ai pericoli già noti un nuovo livello di potenziale normalizzazione degli abusi, ma anche l'ulteriore vittimizzazione di bambini che sono stati già abusati. Non solo: l'aumento di segnalazioni dovuto alle intelligenze artificali rischia anche di rallentare le operazioni di controllo e di intervento per salvare vittime vere di abuso.

I pericoli più comuni per chi naviga sul web

Non solo intelligenza artificiale: il panorama online per i minorenni è costellato di pericoli che da anni sono al centro dell'attenzione per Telefono Azzurro. A partire dalla creazione di CSAM (che rappresenta il 40% degli interventi del 114 Servizio Emergenza Infanzia per i casi online), di cui sono vittime soprattutto le bambine (9 su 10) di età compresa fra i 3 e i 13 anni (8 su 10). Un'età che si abbassa ogni anno di più.

Anche il grooming, cioè l'adescamento a fini sessuali, è uno dei rischi più grandi che i minori possono trovare online. E ne sono consapevoli: secondo una ricerca condotta nel 2023 da Doxa e da Telefono Azzurro, per i più giovani il rischio più probabile è proprio quello di essere contattati online da estranei adulti (il 13% degli interventi fatti dal 114 riguardano proprio il grooming).

Un terzo dei casi gestiti nel 2023 dal Telefono Azzurro per quanto riguarda gli abusi online hanno a che fare con la sextortion, cioè l'estorsione sulla base di contenuti sessualmente espliciti scambiati consensualmente. Preoccupa l'età delle vittime coinvolte: secondo i dati della Polizia Postale, a denunciare sono soprattutto ragazzi e ragazze e hanno un'età compresa fra i 14 e i 17 anni.

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