Basta applausi ai papà che si occupano dei figli: lo sfogo di una madre sul carico mentale diventa virale

Cari papà, non siete eroi se vi occupate dei figli. È questa la sintesi di un video postato su TikTok da una madre americana che ha deciso di inaugurare il 2026 accendendo una rovente discussione sui ruoli familiari. Lisa Koerner, 37 anni e madre di due bambini piccoli, ha infatti pubblicato un breve filmato dove ha sostenuto non solo che un buon padre dovrebbe essere in grado di occuparsi dei figli da solo, senza una moglie o una compagna che gli fornisca un "manuale di istruzioni" per non fare danni, ma che dovremmo finirla di esaltarci ogni volta che vediamo un uomo occuparsi del proprio figlio. Dopotutto, ha osservato Koerner, stanno solo facendo il loro dovere.
L'unpopular opinion diventata virale
Koerner vive a Chandler, in Arizona, con il marito Steve e i loro due figli di tre e due anni. L'idea del video, ha raccontato al sito di Newsweek, è nata dalla propria esperienza personale, consolidata in seguito a numerose conversazioni ripetute con altre madri. A colpirla è stato in particolare quel meccanismo ricorrente che solitamente porta i padri a essere applauditi ed elogiati per gesti assolutamente ordinari, come portare i bambini a scuola o ricordarsi di preparare la merenda per il pomeriggio. Compiti che, quando sono svolti dalla madre, vengono invece dati per scontati, come se l'organizzazione e la cura dei figli fossero qualcosa che appartiene per natura al ruolo materno.
"Continuavo a vedere come i papà venissero lodati per ciò che è semplice genitorialità, mentre alle madri resta il carico mentale ed emotivo", ha spiegato la donna, che nel video su TikTok si riprende mentre mangia con gusto dei ravioli cinesi, lasciando che sia la didascalia a esprimere la sua unpopular opinion: "Potrebbe bruciare un po', ma è giusto dirlo: tuo marito dovrebbe essere in grado di prendersi cura dei tuoi figli da solo, senza che tu debba lasciare un manuale di istruzioni di 3 pagine o preoccuparti per la loro salute".
La voce delle madri
La reazione non si è fatta attendere. Milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti hanno trasformato il video in uno spazio di riconoscimento per molte donne. In tante hanno raccontato la stanchezza di essere percepite come il "genitore di default", quello a cui viene naturalmente attribuita qualsiasi incombenza pratica (accompagnare i figli al corso di nuoto, lavare i vestiti, cucinare ecc…) e organizzativa (pianificare le visite dal pediatra, programmare la spesa settimanale, monitorare il calendario scolastico ecc…).
Tra le abitudini più tossiche segnalate dalle madri vi è poi la tendenza di alcuni padri a dire di "fare da babysitter" ai propri figli, come se si trattasse di una mansione straordinaria e non di una responsabilità che dovrebbe competergli. "Odio quando succede. Non sei un babysitter, sei suo padre!", ha tuonato un'utente.
Accanto alle voci cariche di frustrazione, sono però emerse anche esperienze diverse. Alcune madri hanno raccontato di poter contare su partner pienamente coinvolti, capaci di gestire la quotidianità senza bisogno di indicazioni. Gli stessi padri hanno rivendicato con orgoglio il loro ruolo attivo, riconoscendo la responsabilità condivisa del loro essere genitori
"Siete voi madri a pretendere troppo"
Scorrendo i commenti al video, si può però notare come l'opinione di Koerner non abbia mancato di sollevare critiche da parte di uomini che si sono sentiti pungere su un nervo scoperto, Alcuni hanno infatti parlato di compagne troppo controllanti, sostenendo che il loro arretramento nasca da un eccesso di "micromanagement" che espone gli uomini a continue lamentele se il compito assegnato loro non viene svolto alla lettera, secondo gli altissimi standard imposti dalla partner. Altri ancora hanno invocato una divisione tradizionale dei compiti: se uno lavora fuori casa per molte ore e l'altra si occupa dei figli, come potrebbe conoscere ogni dettaglio della routine? Posizioni che hanno innescato un acceso dibattito e qualche risposta piccata: "È esattamente la differenza che passa tra l'avere una moglie e dei figli ed essere un marito e un padre".
Koerner stessa ha però voluto smorzare il tono delle polemiche, chiarendo che il suo intento non era colpevolizzare la figura paterna. Il punto, ha detto, è lavorare per scardinare un immaginario collettivo che vede ancora la madre, anche se lavoratrice, come l'angelo del focolare deputato a sobbarcarsi la maggior parte del carico mentale per la cura della casa e dei figli. "Non si tratta di dare la colpa ai padri, ma di alzare l'asticella", ha spiegato, auspicando conversazioni più oneste tra partner sulla responsabilità condivisa, trasformando quella che al momento viene percepita come eccezione in una normale consuetudine.