Terremoto Centro Italia, tra macerie e speranze a 2 anni dal sisma: “Così ricominciamo a vivere”

Il 24 agosto 2016 una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito il Centro Italia, provocando morte e distruzione. A due anni da quel tragico evento, i cittadini dei paesi danneggiati ricominciano a vivere tra mille difficoltà: ecco le storie di chi si è rimboccato le maniche e di chi con coraggio cerca di voltare pagina.

Il 24 agosto 2016 un devastante terremoto ha colpito il Centro Italia. Erano le 03:36 quando una scossa di magnitudo 6.0 si è registrata lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto, nel territorio di Ascoli Piceno, provocando morte e distruzione. Due giorni più tardi la terra ha continuato a tremare: Amatrice, Campotosto, Capitignano e Montereale sono stati i comuni più vicini all'epicentro e con il più alto numero di danni. Quattrocentomila tonnellate di macerie e quasi trecento vittime in totale per uno degli eventi sismici più distruttivi della storia d'Italia. A due anni da quella tragedia, però, poco è cambiato. La ricostruzione procede lentamente in questi paesi fantasma in cui chi ha potuto è scappato e chi è rimasto lotta giorno dopo giorno contro la paura di perdere tutto.

La solitudine degli anziani nei prefabbricati

Lo sanno bene gli anziani di Amatrice, gli unici che restano a vivere nei moduli abitativi prefabbricati, le cosiddette SAE. Ma la loro vita, che veniva scandita da abitudini radicate nei decenni nelle proprie case, è difficile, come hanno testimoniato le telecamere di Fanpage.it. Vivere in una casetta di pochi metri quadrati è complicato per persone abituate ai grandi spazi e alla vista delle montagne: "Abbiamo perso la nostra casa, che è diventata un cumulo di sassi, e non la rivedremo mai più", continuano a ripetere, sottolineando che il centro storico è ancora irriconoscibile dopo le scosse dell'agosto di due anni fa, a cui sono seguite altre, altrettanto potenti, nell'ottobre dello stesso anno e a gennaio del 2017. Non se la passano meglio gli imprenditori della zona, dediti prevalentemente all'agricoltura e all'allevamento.

Allevamento e turismo: "Così ci rimbocchiamo le maniche"

Decine di aziende sono state rase al suolo e nonostante gli aiuti ricevuti da governo e regione, la ripresa dell'attività è stata lunga e complicata. Come racconta a Fanpage.it Sonia Santarelli, proprietaria di una stalla in una frazione di Amatrice, crollata dopo il terremoto del 2016: "Ci siamo dovuti rimboccare le maniche perché il mondo agricolo non si può fermare. Noi che abbiamo visto l'alba del 24 agosto – ha detto – abbiamo una responsabilità verso i giovani di questi territori, non dobbiamo farli sentire come profughi costretti a lasciare la propria terra". Pochi aiuti anche per il turismo, che fatica a riprendersi dopo i fatti del 2016. Nonostante sgravi fiscali e aiuti, l'economia dell'area stenta a riprendersi perché chi trascorreva l'estate ad Amatrice non ha più una casa dove stare. Ma nella frazione di Configno, i residenti hanno deciso di non aspettare i tempi lunghi della ricostruzione e hanno fondato un'associazione per fare da soli. Hanno realizzato un villaggio turistico per chi veniva in vacanza in estate grazie a donazioni e raccolte fondi.

Le storie di coraggio dei sopravvissuti

Anche ad Arquata del Tronto, uno dei comuni simbolo della tragedia del Centro Italia, dopo due anni quasi nulla è cambiato: ci sono ancora le macerie e le case sventrate dalla furia del sisma. Per questa ragione il Comitato Nazionale Scuole Sicure ha realizzato delle immagini con un drone e ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere tempi certi e trasparenza sulla ricostruzione post sisma e ottenere così risposte quante più certe possibile. Tante, però, anche le storie di coraggio che arrivano dai luoghi del terremoto. Come quella di Giada Nobile, che ha perso i suoi genitori sotto le macerie di Saletta, una delle piccole frazioni di Amatrice spazzata via dal terremoto e che ha così deciso di realizzare un videoclip musicale sulle macerie del suo paese, coinvolgendo tutti gli abitanti per le riprese. Oppure come quella di Giorgia, salvata dalle macerie del sisma grazie al gesto eroico della sua sorellina Giulia, morta a soli 8 anni il 24 agosto 2016: i suoi genitori di hanno fondato un'associazione in suo onore per aiutare altri bambini in difficoltà.

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