Dieci minuti di emozioni per raccontare quanto la ricerca farmaceutica sia importante nella nostra società. Si intitola Reimagine ed è un cortometraggio prodotto da Novartis e One More Pictures nell’ambito del programma Novartis People in Science – Scienza da vivere, che punta a rafforzare nella popolazione italiana la consapevolezza che la conoscenza e il metodo scientifico sono requisiti fondamentali per una partecipazione attiva e responsabile alla vita del paese e alla sua crescita.

La scienza, insomma, incontra il linguaggio del cinema: ne abbiamo parlato con Pasquale Frega, Country Manager di Novartis Italia.

REIMAGINE TRAILER from One More Pictures on Vimeo.

Perché Novartis ha scelto di avvicinarsi al mezzo cinematografico per raccontare il suo impegno nella ricerca farmaceutica? 

Abbiamo voluto smuovere le coscienze, coinvolgere i cittadini e spronarli a prendere in mano la propria salute, specie oggi che siamo in questa situazione particolare. Abbiamo voluto dare un messaggio chiaro sull’importanza della ricerca e su quanto la ricerca sia legata al futuro di ciascuno di noi.

Parliamo di Reimagine. Come il linguaggio cinematografico e visivo ha permesso, con questo lavoro, di rafforzare il valore e il messaggio della ricerca? 

Usare il mezzo audiovisivo rappresenta il tentativo di procedere su una nuova strada di comunicazione. Abbiamo subito avuto la dimostrazione dell’efficacia di questo mezzo: un semplice cortometraggio ha avuto la forza di trasmettere in maniera immediata messaggi molto importanti e profondi.

Negli ultimi mesi a causa della pandemia si è parlato molto di ricerca scientifica: pensa che il pubblico sia oggi più consapevole della sua importanza? 

C’è stato sicuramente un accrescimento dell’interesse del pubblico, ma c’è ancora molta strada da fare verso la piena consapevolezza. Nostro malgrado, diremmo, abbiamo però una grande opportunità data dal fatto che oggi queste tematiche sono entrate nelle case di tutti i cittadini, anche di chi non ha mai avuto a che fare in precedenza direttamente con una patologia.

Quali limiti e quali opportunità hanno dato questi mesi di pandemia alla ricerca e alla comunicazione scientifica? 

C’è un revamping dell’interesse verso la ricerca scientifica da parte di cittadini, istituzioni e governi. L’interesse di tutti si sta concentrando oggi sui vaccini, ma possiamo di certo dire che se fino a qualche anno fa quando si parlava del tema “salute” il focus era il contenimento dei costi, oggi parliamo invece della necessità di una loro crescita. L’Italia, rispetto ai paesi più avanzati, è molto indietro nella ricerca (investe circa l’1,4% PIL contro il quasi 5% dei paesi più avanzati). La ricerca è un investimento per il futuro: la pandemia ha aperto la strada verso la crescita, ma ora va percorsa con grande impegno, un impegno che deve coinvolgere tutti, dalle istituzioni alle aziende.

Pensa che il grande pubblico oggi sia più diffidente o più attratto dalle nuove scoperte scientifiche? 

Penso che tutti i cittadini abbiano il diritto a conoscere la verità sul valore della ricerca farmaceutica e che ci sia sicuramente maggiore attrazione verso la scienza, anche da parte della fascia degli “incerti”, che stanno recuperando comprensione e certezze sul futuro. Anche i sondaggi in tema di vaccini segnano un importante trend, con oltre il 65% degli italiani che si dichiara favorevole a ricorrervi.

Cosa è possibile fare per avvicinare le persone e i giovani al mondo della scienza? È possibile rivolgersi al mondo della scuola per stimolare la curiosità dei giovani?

Per avvicinare i giovani alla scienza è necessario un impegno culturale che parta dalle istituzioni, cioè in primis dal mondo accademico e dal mondo scolastico. Novartis ha firmato un accordo col MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) per mettere in campo una serie di attività di alfabetizzazione scientifica per le nuove generazioni. Il mio auspicio è che questi esempi si moltiplichino; è una battaglia culturale fondamentale per il futuro del Paese. Bisogna partire dal mondo dei giovani, dal mondo della scuola, perché giovani e ricerca hanno una cosa in comune che è il futuro ed è da lì che bisogna partire.

Il mondo scientifico è quello più colpito dal fenomeno dei “cervelli in fuga”. La pandemia può avere destato una maggiore attenzione della politica su questo fenomeno? 

Il nostro paese forma medici e ricercatori di alto livello, ma poi non offre opportunità attrattive come invece fanno alcuni paesi esteri. Dopo aver investito molto sulla formazione dei medici, l’Italia li perde. Per evitare la fuga di cervelli la prima cosa da fare è valorizzare il loro percorso e il loro ruolo, dando finalmente il valore che meritano.

Tornare al centro delle attenzioni della pubblica opinione significa anche accettarne l’estrema volubilità (un anno di pandemia lo ha dimostrato chiaramente), soprattutto quando è in gioco la salute di tutti. Meglio questo, in ogni caso, piuttosto che l’indifferenza? 

Questi sono momenti catalizzatori del cambiamento. Ci troviamo nel corso di una “tempesta” e ora non si torna più indietro, ci sarà senza dubbio un progresso.

Usare una forma espressiva come quella cinematografica è anche, indirettamente, un piccolo aiuto a un settore in grave difficoltà. Potranno svilupparsi altre occasioni di collaborazione tra i due settori? 

Questa è la prima esperienza per Novartis e pensiamo sia stata estremamente interessante e fruttuosa. Dopo l’analisi dei risultati saranno valutati l’impatto dell’operazione e anche future collaborazioni.

Reimagine 

Scritto da Giulio Mastromauro, regista e sceneggiatore vincitore del David di Donatello 2020, il corto è stato interpretato da Federico Ielapi – l’apprezzato Pinocchio dell’omonima, recente versione cinematografica di Matteo Garrone –, Rocío Muñoz Morales, Brenno Placido, Lorenzo Lavia e Clizia Fornasier. Dopo la prima del 24 febbraio presso la sede romana dell’ANICA (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) Reimagine verrà distribuito su più canali, dalle piattaforme alle emittenti televisive, e sarà presentato questa estate ai ragazzi di #Giffoni50Plus, in programma dal 21 al 31 luglio 2021. L’incontro sarà anche l’occasione per condividere i risultati di una survey che coinvolgerà circa 3000 giovani dai 13 ai 20 anni sul tema della ricerca scientifica.