La tetraidro rivoluzione venuta dalla Svizzera e diventata legale in Italia nel 2016 grazie alla Legge 242 sembra che stia continuando a spopolare e in tutta la penisola si stanno diffondendo negozi dedicati alla vendita di cannabis light, ossia quella con dosi bassissime e quindi legali di THC. Ma c’è ancora molta disinformazione. Ecco qualche punto fermo per comprendere quale sia il cambiamento in atto.

Cos’è la cannabis light? 

La cannabis light si ottiene dalle infiorescenze femminili di Eletta Campana, una selezione specifica ricca di CBD, il cannabidiolo, ossia un composto non psicogeno, e povera di THC, il tetraidrocannabinolo che invece ha effetti psicotropi. La normativa prevede che la cannabis light possa contenere una concentrazione di THC non superiore allo 0,5%, e questa quantità non porta allo “sballo”, ma ha solo effetti ansiolitici e rilassanti che aiutano a combattere lo stress.

Cannabis light e cannabis terapeutica: due cose diverse 

La cannabis light non è assimilabile alla cannabis terapeutica che viene usata per alcune patologie. Quest’ultima è riconosciuta dal Sistema Sanitario Regionale: ogni regione stabilisce autonomamente quali patologie sono inseribili nella lista di distribuzione gratuita. La cannabis terapeutica è prescritta dal medico, deriva dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze (FM-2) e ha una concentrazione più alta di THC, tra il 5% e l’8%. La modalità di assunzione varia a seconda della patologia: dalle resine, alle capsule per tisana al gel transdermico ai colliri. Quali sono le patologie riconosciute dal DM 9/11/2015 per la prescrizione gratuita a carico SSR? La sclerosi multipla, il dolore oncologico e cronico, la cachessia, ossia perdita di peso in anoressia, HIV, chemioterapia, vomito e inappetenza da chemioterapici, glaucoma e sindrome di Tourette.

Cannabis light: gli usi consentiti 

Secondo la Legge 242 la cannabis light può essere utilizzata in molti campi. In ambito alimentare si possono usare i semi per alimenti come il pane, l’olio, i biscotti e la pasta. Al di là del gusto, i semi presentano un alto contenuto proteico e apportano grassi essenziali Omega 3 e Omega 6. La cannabis può essere utilizzata anche come fibra tessile o, nella bioedilizia, come isolante. Di recente è stato realizzato da una società canadese il primo aereo fatto interamente con fibra di canapa e alimentato al 100% con canapa. La fibra ottenuta dalla canapa è 10 volte più resistente dell’acciaio.

Dove trovarla: punto vendita o online? 

Di sicuro la nuova normativa ha innalzato la domanda di cannabis light. Per questo finora si è assistito a un moltiplicarsi di diversi punti vendita e brand che se ne occupano. Ciò che deve considerare il consumatore è la qualità e la legalità di ciò che acquista. Ma anche una certa comodità come la vendita online e la consegna a domicilio. Justmary.fun è il primo servizio di delivery in Italia di cannabis legale. Partito pochi mesi fa, ha già toccato un boom di domande in poco tempo nelle zone dove presta servizio: Milano, Monza, Torino, Firenze e da poco anche Roma e Rimini. Basta andare sul sito web, avere più di 18 anni (e dichiararlo) e fare una richiesta scegliendo tra i prodotti legali (derivati da semi certificati) per ottenere il prodotto entro 45 minuti. La privacy viene rispettata poiché i rider giungono al domicilio vestiti in borghese. Un servizio semplice che vuole muoversi esclusivamente nella legalità.