Il dolore della mamma di Antonio Megalizzi è straziante: "Me l'hanno portato via. La cattiveria in persona me l'ha portato via". Le parole di questa madre sono state riportate dal Messaggero. Ha lottato tra la vita e la morte per tre giorni il giornalista trentino, in coma farmacologico, con un proiettile conficcato alla base del cranio. Antonio si è solo trovato al posto sbagliato, al momento sbagliato, quando la follia omicida di Cherif Chekatt, si è accanita contro di lui e contro i suoi familiari. Un'operazione non è stata possibile, nonostante i medici abbiano cercato di fare il possibile, tenendolo attaccato alle macchine. In un primo momento avevamo sperato che le cose sarebbero andate diversamente. Ci eravamo aggrappati alle notizie diffuse proprio alla mezzanotte del 12 dicembre dall'europarlamentare del Pd Brando Benifei, che conosceva personalmente Antonio, e che assicurava che il ragazzo non fosse così grave.

La mamma Anna Maria e il padre Domenico hanno vegliato per giorni sul giovane giornalista radiofonico di 28 anni, che lavorava per l'emittente Europhonica. Stava passeggiando per i mercatini di Natale insieme a due colleghe, un momento di spensieratezza. Magari stava pensando proprio alle feste, che avrebbe trascorso insieme alla fidanzata. Il killer 29enne di origini magrebine, ma nato a Strasburgo, è stato ucciso l'altra sera dall'antiterrorismo francese nel quartiere di Neudorf. Ma nessuno restituirà Antonio ai suoi amici e familiari.

Ieri, oltre al ministero dell'Interno francese, è arrivato a Strasburgo anche Macron, per rendere omaggio alle vittime. Le autorità francesi sono passate anche per l'ospedale Hautepierre dove sono ricoverati ancora gli i feriti.

Il neurochirurgo trentino Renato Scienza, che si era detto pronto a offrire un consulto, ha affermato "che il proiettile è entrato all'altezza dell'orecchio per poi esplodere". Domani ci sarà l'autopsia sulla salma, che potrebbe essere riportata in Italia nella giornata di lunedì, mentre i funerali potrebbero tenersi a Trento tra mercoledì e giovedì prossimi. Ma una data certa, per il momento, non c'è ancora.

Il Comune di Trento ha proclamato intanto per oggi e per il giorno dei funerali, il lutto cittadino. Da oggi le bandiere del Palazzo Thun, sede del governo della città, sono a mezz'asta. "La città di Trento piange oggi Antonio Megalizzi, un giovane che da Trento l'Europa l'ha sognata, nell'Europa ha creduto – si legge in una nota del Comune – La scomparsa di Antonio Megalizzi ha lasciato attonita un'intera città che si interroga sulla brutalità dell'assassinio e si riconosce nei valori e nelle azioni portate avanti da Antonio nella sua breve vita. Per onoralo, nel giorno delle esequie il sindaco proclamerà il lutto cittadino, un'adesione simbolica ma importante per condannare con forza la brutalità e l'inutilità delle azioni terroristiche e ribadire che Trento è una città nell'Europa e protagonista, da sempre, nel costante sostegno all'unità europea".