Voli cancellati a causa della guerra in Medio Oriente: il rimborso integrale è garantito

Cosa fare se il proprio volo è stato cancellato a causa del conflitto in Medio Oriente? Il Codice del Turismo parla chiaro sulla questione: trattandosi di "circostanze inevitabili e straordinarie", i viaggiatori possono richiedere un rimborso integrale delle somme versate. Niente pagamento di tasse o di penali, la rescissione dal contratto di pacchetto turistico deve avvenire in forma gratuita. Attualmente, vista la chiusura di alcuni scali tra Iran, Emirati, Qatar e Kuwait, sono moltissimi i turisti rimasti bloccati. Alcuni di loro sono stati dirottati via terra su altri scali in tutto il Medio Oriente come (Mascate in Oman o Riad in Arabia Saudita), ma è chiaro che la situazione sta generando caos in tutto il mondo, vista la necessità di cambiare rotta ed evitare i cieli iraniani.
Quando si ha diritto al rimborso senza penale
L'articolo 41 del Codice del Turismo (d.lgs. 79/2011) prevede che "il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto di pacchetto turistico senza il pagamento di penali quando, prima della partenza, sopravvengano circostanze inevitabili e straordinarie nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze, tali da incidere in modo sostanziale sull'esecuzione del viaggio o sul trasporto verso la destinazione". Le guerre, la chiusura degli spazi aerei e gli stati di emergenza rientrano in queste circostanze, rendendo la partenza impossibile o fortemente a rischio. In questi casi, dunque, si ha diritto al rimborso integrale del viaggio senza alcuna penale.
Volo in ritardo a causa della guerra: cosa succede?
In caso di ritardo prolungato, negato imbarco o cancellazione del volo dovuto a conflitti armati o a chiusura degli spazi aerei, il Regolamento (CE) n. 261/2004 non prevede la compensazione pecunaria da 250 a 600 euro, visto che si tratta di circostanze eccezionali. Si ha diritto, invece, al rimborso del biglietto o alla ricollocazione su un volo alternativo. Cosa fare, invece, se si è già partiti alla volta dei paesi in guerra del Medio Oriente? La Farnesina ha invitato i connazionali già presenti a limitare gli spostamenti, registrarsi sul portale Dove siamo nel mondo e seguire le indicazioni delle autorità attraverso l'app Viaggiare Sicuri. Ai viaggiatori, inoltre, viene consigliato di controllare lo stato dei voli sui canali ufficiali delle compagnie.
Per la prenotazione dell'hotel è previsto un rimborso?
Anche per quanto riguarda la prenotazione alberghiera è previsto un rimborso integrale della somma versata (anche in caso di tariffe non rimborsabili) in case di "circostanze inevitabili e straordinarie" come la guerra. Per farlo è necessario contattare l'agenzia o la compagnia con cui si è prenotato e annullare il viaggio prima della partenza. A quel punto sarà il tour operator a erogare il rimborso in denaro (non è obbligatorio accettare voucher o buoni viaggio). Non è previsto, invece, alcun risarcimento aggiuntivo per i "danni morali". Chi, invece, si trova in un paese di guerra non ha diritto a un indennizzo per il soggiorno forzatamente prolungato. I governi locali, però, possono accettare di coprire i costi di estensione del soggiorno se i voli vengono cancellati. Nel caso in cui, infine, il volo di ritorno prevede uno scalo in un paese in guerra bisogna attivare la procedura di emergenza, chiedendo assistenza al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Farnesina). L'Ambasciata o il Consolato del proprio paese coordinano le procedure di evacuazione o i rientri assistiti, stabilendo punti di ritrovo sicuri per convogliare i connazionali verso aeroporti funzionanti o frontiere terrestri aperti (spesso anche con voli speciali).