In quale città e come è nata la bandiera tricolore italiana

Tre bande verticali di verde, bianco e rosso che sventolano sulle piazze e sui palazzi di tutta Italia: tutti abbiamo ben in mente la bandiera italiana, ma forse pochi conoscono la sua origine. La nascita del tricolore come simbolo nazionale non è un evento recente né casuale, bensì il risultato di una scelta precisa compiuta nel cuore dell’Italia settentrionale alla fine del Settecento. La città che per prima adottò ufficialmente la bandiera tricolore fu Reggio Emilia, un centro che non solo ha visto prendere forma quel simbolo, ma ne custodisce ancora oggi la memoria con luoghi e istituzioni dedicati alla sua storia.
Reggio Emilia e la nascita del tricolore
Reggio Emilia rivendica un ruolo centrale nella storia della bandiera nazionale italiana perché è proprio qui che il 7 gennaio 1797 si tenne una seduta del congresso della neonata Repubblica Cispadana durante la quale fu deciso di adottare ufficialmente un vessillo composto dalle tre bande di colore verde, bianco e rosso. La decisione fu presa dai rappresentanti delle città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara riuniti nella Sala del Congresso all’interno del Palazzo Comunale, poi ribattezzata Sala del Tricolore, in onore di quella storica giornata. Questo momento costituisce la prima adozione ufficiale di un tricolore da parte di uno stato sovrano italiano, sebbene il nostro Paese, così come lo conosciamo oggi, sarebbe venuto a esistere solo molti decenni più tardi con l’Unità d’Italia nel 1861. La scelta dei colori si ispirava alle rivoluzioni e alle idee di libertà e uguaglianza che attraversavano l’Europa nell’epoca napoleonica, segnando l’inizio di un simbolo che avrebbe accompagnato la costruzione dell’identità nazionale italiana nel corso del secolo successivo.
La storia della bandiera italiana: da Reggio Emilia alla nascita del simbolo
La bandiera italiana ha una storia che attraversa rivoluzioni, repubbliche e lotte per l’indipendenza. Dalla sua creazione a Reggio Emilia, influenzata dal modello francese tricolore post rivoluzione, si susseguono poi diverse versioni della bandiera: il tricolore non rimase un episodio isolato. Nei primi decenni dell’Ottocento venne ripreso da varie realtà politiche nate nell’Italia settentrionale sotto l’influenza francese, contribuendo a fissare l’associazione tra quei colori e le nuove idee di cittadinanza, modernità e Stato. Anche quando le repubbliche nate nell’età napoleonica scomparvero, il tricolore non scomparve, anzi iniziò a essere visto come un simbolo agli occhi movimenti che sognavano l’indipendenza italiana. Il passaggio decisivo avvenne negli anni Quaranta dell'Ottocento: durante i moti risorgimentali il tricolore divenne la bandiera dei patrioti e sventolò nelle insurrezioni.

Nel 1848 fu poi scelto dal Regno di Sardegna, che lo adottò aggiungendo lo stemma sabaudo, segnando l’ingresso del tricolore in un contesto monarchico e diventando riconoscibile anche a livello internazionale. Con la nascita del Regno d’Italia nel 1861 quella stessa bandiera divenne ufficialmente il vessillo del nuovo Stato e rimase tale fino al 1946. Dopo la fine della monarchia vennero rimossi gli elementi sabaudi, conservando le tre bande verticali di verde, bianco e rosso come simbolo della Repubblica. Ai colori venne poi attribuito il significato rispettivamente di speranza, fede e amore secondo alcune versione, mentre per altre prati italiani, Alpi e sangue versato dai patrioti durante la Seconda Guerra Mondiale. La conferma definitiva arrivò con la Costituzione del 1948, che con l'articolo 12 sancì il tricolore come bandiera nazionale italiana, chiudendo un percorso durato quasi un secolo e mezzo dalle prime adozioni rivoluzionarie all’identità simbolo giunta fino a noi oggi.
L'eredità della bandiera presente a Reggio Emilia
Chi visita Reggio Emilia può cogliere il forte legame della città con il tricolore non solo nella memoria storica ma anche nei luoghi che la raccontano. Il cuore di questa memoria è il Museo del Tricolore, situato nel centro città all’interno del Palazzo del Comune, dove si può seguire un percorso documentario sulla nascita della bandiera e i contesti politici e sociali che portarono alla sua nascita. Al centro della città si trova poi la Sala del Tricolore, la stessa stanza storica in cui venne adottato il tricolore nel 1797, oggi sede del Consiglio Comunale e di eventi civici importanti. Passeggiando per le vie del centro storico è possibile poi osservare riferimento alla bandiera, così come installazioni e spazi pubblici che richiamano il tricolore, testimonianza di un legame forte con il principale simbolo nazionale.
