Perché Dargen D’Amico nella prima serata di Sanremo 2026 ha indossato le scarpe con le dita

La 76esima edizione del Festival di Sanremo è partita e tra i concorrenti più attesi c'era Dargen D'Amico, tornato per la terza volte sul palco dell'Ariston con Ai Ai, una nuova canzone provocatoria e di denuncia. Dopo aver sorpreso i fan sul green carpet con un maxi bomber coordinato all'abito, per la prima serata è riuscito a distinguersi ancora una volta per originalità (e non solo perché ha scatenato l'ilarità del pubblico entrando sul palco con qualche secondo di anticipo): ecco perché ha indossato un abito a "effetto legno" e delle scarpe con le dita dei piedi.
Per il debutto con il brano Ai Ai Dargen D'Amico non ha lasciato nulla al caso in fatto di stile, anzi, come aveva già preannunciato, ha sfoggiato un look dal profondo significato simbolico (legato al testo della canzone). Il cantante ha voluto lanciare un attacco all'intelligenza artificiale, lasciando intendere che non è la macchina a creare la vita ma l'amore. Non sorprende, dunque, che si sia trasformato in un moderno Pinocchio, la vera prima "creazione tecnologica" delle fiabe, una materia che si anima e comincia a provare emozioni. Con il supporto della stylist Rebecca Baglini, si è ispirato al Pinocchio di Matteo Garrone con completo kimono di Mordecai, un modello double-breasted in raso di cotone che ha riprodotto la stampa del parquet a spina di pesce.

A rendere ancora più originale il primo look sanremese di Dargen D'Amico sono state le scarpe con le cinque dita dei piedi "separate". Si tratta delle iconiche FiveFingers di Vibram, ideali per il jogging grazie alla loro tomaia morbida e traforata e alla loro struttura sottile che dà l'impressione che si corra a piedi nudi. Il loro prezzo? Circa 170 euro. In questo caso, però, la moda e le griffe non c'entrano nulla, il cantante le ha indossate per trasformare il corpo del suo Pinocchio in materia viva. Gli occhiali custom made di Swarovski, invece, hanno introdotto il segno "dell’artificio, della luce, della costruzione dell’identità".
