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Morellato sanzionata per oltre 25 milioni di euro: ha imposto prezzi e sconti ai rivenditori autorizzati

Morellato è stata multata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e ora è costretta a pagare una sanzione da oltre 25 milioni di euro, il motivo? Ha fissato i prezzi di rivendita e limitato l’attività online su marketplace.
A cura di Valeria Paglionico
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Morellato, il noto brand italiano di orologi e gioielli di fascia media, è stato sanzionato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e ora, come indicato da un comunicato stampa sul sito ufficiale dell'AGCM, dovrà pagare una multa di oltre 25 milioni di euro, il motivo? La società ha attuato una strategia scorretta in fatto di prezzi: ha imposto gli sconti massimi applicabili, limitando anche l'attività degli shop autorizzati su piattaforme di intermediazione terze e marketplace.

Punizioni e richiami a coloro che non rispettavano le direttive

Morellato S.p.A. è stata multata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per un'intesa restrittiva della concorrenza nella distribuzione dei suoi prodotti attuata dal 20 luglio 2018 al 23 dicembre 2025. La sanzione prevista è di 25.895.043 euro. Il noto produttore di gioielli e orologi di fascia media ha imposto i prezzi di vendita ai suoi rivenditori, fissando anche i massimi livelli di sconto applicabili sulle vendite online. Coloro che non hanno rispettato le direttive hanno ricevuto punizioni, richiami, richieste di revoca sugli sconti e addirittura il blocco automatico degli ordini e degli account Amazon.

La clausola inserita nei contratti di Morellato

Stando a quanto emerso dall’istruttoria, nei suoi contratti di distribuzione Morellato avrebbe inserito una clausola esplicita che vietava ai distributori di operare su piattaforme online terze come Amazon, eBay e altre forme di marketplace. Secondo l'autorità, però, tale condotta (definita "intesa verticale") viola l’articolo 101 del TFUE perché dispone la fissazione dei prezzi di rivendita e limita l’attività online su marketplace, attuando comportamenti discriminatori e non proporzionali, che riducono la concorrenza tra i rivenditori autorizzati e la loro autonomia nella definizione delle politiche commerciali.

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