Il futuro del bucato è green: laveremo i vestiti solo con acqua, senza detersivi

La priorità del nostro tempo, che emerge con una certa urgenza, è tutelare il pianeta. La crisi ambientale è un'emergenza globale, frutto di una serie di fattori che stanno ne mettendo a repentaglio la sopravvivenza. Le emissioni di gas serra, gli allevamenti intensivi, la deforestazione: tutti questi elementi stanno avendo un notevole impatto, ben visibile in termini di eventi climatici estremi, perdita di biodiversità, riscaldamento globale, inquinamento. Per questo la sfida contemporanea è la transizione energetica, ossia il passaggio a fonti di energia rinnovabile.
Nel proprio piccolo, ognuno può dare un contributo adottando buone pratiche quotidiane: evitare sprechi alimentari, fare la raccolta differenziata, non acquistare fast fashion, usare elettrodomestici con programmi eco. La lavatrice è un elettrodomestico ormai fondamentale nelle case, che ha però un notevole impatto ambientale: in termini di energia elettrica, in termini di acqua, di microplastiche rilasciate dai tessuti durante il lavaggio, di detersivi che finiscono nelle acque. Parlando solo di acqua consumata, un ciclo ne consuma in media tra 40 e 100 litri a seconda del programma di lavaggio e della tipologia di elettrodomestico.
Certo, anche qui le buone pratiche quotidiane e il buon senso possono fare la differenza. Il consiglio è di lavare a basse temperature, sempre a pieno carico, usando detersivi ecologici in basse quantità. Ma in futuro, laveremo ancora i nostri vestiti in lavatrice, considerata l'attenzione sempre più alta al tema della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica?
Ebbene: un giorno potremmo forse lavare i vestiti usando solo acqua, senza bisogno di detersivi. La novità arriva dritta da un esperimento dei ricercatori della Southeast University e della Jilin University i quali hanno messo a punto uno spray per tessuti molto particolare, versatile e autopulente. La sua unicità sta nel creare un rivestimento attorno ai tessuti che impedisce alle macchie di attaccarsi. L'esito dello studio è stato pubblicato sulla rivista Communications Chemistry.
"Questo studio presenta un approccio per la cura sostenibile dei tessuti che ha il potenziale per promuovere tecnologie igieniche ecocompatibili ed efficienti nell'uso delle risorse nella vita di tutti i giorni" si legge nel testo.
Lo spray contiene policloruro di diallildimetilammonio e acido polivinilsolfonico, i responsabili della creazione dello strato protettivo solfonato. Questo rivestimento ad alta densità di molecole riesce ad attrarre e trattenere molecole d'acqua e impedisce alle macchie di aderire ai tessuti: in questo modo è sufficiente solo un risciacquo con acqua, senza additivi smacchianti. Lo spray si può usare su tessuti naturali e sintetici e potrebbe potenzialmente ridurre di circa l'82% il consumo di acqua, tempo ed energia rispetto al lavaggio in lavatrice: un risparmio notevole, che si traduce ovviamente anche in risparmio economico. Altroconsumo ha calcolato che il peso in bolletta dei soli consumi elettrici dovuti ai programmi più comuni può arrivare fino a 82 euro all'anno.
I test hanno dato esito positivo su tre materiali (cotone, poliestere e seta) e su tutti i tipi di macchie, incluse quelle tradizionalmente più complicate come olio di motori e salsa di soia. Ma non solo: "Questo strato di idratazione pulisce efficacemente le superfici con un semplice risciacquo d'acqua anche da contaminanti come batteri nocivi e funghi che causano cattivi odori". Altro aspetto assolutamente non trascurabile: è stato messo alla prova in laboratorio sul fronte della tollerabilità cutanea, risultando idoneo e sicuro sulla pelle.
"Questi rivestimenti autopulenti dimostrano un'eccellente stabilità, durata e riutilizzabilità contro la corrosione chimica e l'usura fisica, supportando la loro applicazione come rivestimenti per tessuti e il loro potenziale di trasformare le tradizionali routine di lavaggio con detersivo in pratiche senza detersivo" viene spiegato nel testo. Questa ricerca apre anche possibili nuovi orizzonti per future sperimentazioni ancora più complesse: "Ulteriori ricerche potrebbero concentrarsi sull'ampliamento del processo di rivestimento per l'adozione industriale e sull'esplorazione di estensioni in altri settori applicativi, come i tessuti medicali, per ridurre le infezioni batteriche".