Una ricerca svela il numero di partner sessuali “accettabili”: il giudizio cambia in base alla generazione

Conoscere il numero dei passati partner sessuali di una persona che frequentiamo è da sempre una delle tematiche più spinose quando si inizia una relazione: può a volte influenzare, direttamente o indirettamente, il nostro giudizio. Negli ultimi anni la discussione pubblica sul cosiddetto body count, ovvero il numero di partner sessuali avuti nella vita, ha lasciato le conversazioni più private per entrare nei dibattiti social più ampi su sesso, giudizio e libertà individuale. Infatti, la società non ha mai smesso di mettere naso nella vita sessuale delle persone, soprattutto direi delle donne. Ecco allora che si spiega come il concetto di "numero di partner sessuali accettabile" non è solo materia di storie, giudizi o commenti online di "leoni da tastiera", ma è stato oggetto di indagine anche nel mondo della ricerca sociale e della psicologia della sessualità. Tra le ricerche più citate in questo ambito c’è quella condotta dalla società britannica Lovehoney su un campione di oltre 2000 adulti nel Regno Unito, che ha esplorato quanto il passato sessuale di una persona influisca realmente sulle percezioni e preferenze di potenziali partner.
Numero "accettabile" di partner sessuali: ecco come cambia in base all'età di una persona
Secondo i dati emersi dalla ricerca Lovehoney, la maggioranza delle persone oggi tende a non considerare determinante il numero di partner sessuali nella scelta di un nuovo partner, solo il 29% infatti ha detto che il bodycount aveva una qualche importanza; ma le opinioni variano significativamente con l’età. Nel complesso quindi, circa sette persone su dieci nel campione britannico hanno dichiarato che il numero dei passati partner sessuali non rappresenta un criterio importante nel valutare una relazione, segnalando una crescente apertura rispetto al passato. Tuttavia, quando si chiede specificamente quale numero di precedenti partner sia considerato "accettabile", emergono differenze generazionali molto interessanti e del tutto inaspettate. Secondo i dati pubblicati da Lovehoney, nelle fasce di età più mature, come gli over 65 o la fascia tra i 55 e i 64 anni, una larga maggioranza, fino all’84%, afferma che il passato sessuale non ha importanza e che non pone limiti numerici alla "accettabilità". A mano a mano che si scende nelle età, i numeri diventano un po’ più serrati: tra i 35 e i 54 anni la risposta più comune indica come accettabile una fascia numerica tra tre e dieci partner, mentre tra i più giovani, quindi i Millennials e i più grandi della Generazione Z, una quota significativa tende a proporre come "accettabile" un numero più basso, tipicamente tra tre e cinque partner. Questi dati mostrano che, pur essendo diffusa una maggiore tolleranza verso differenti storie sessuali, restano preferenze e norme implicite che variano con l’esperienza di vita e le aspettative culturali di ciascun gruppo di età.
Liberalizzazione sessuale in tempi moderni: tra giudizio e sicurezza
I numeri da soli raccontano solo una parte della storia. Ad esempio, trovo estremamente interessante che la fascia d’età più aperta sia quella degli over 65, probabilmente perché hanno vissuto gli anni delle lotte per i diritti, tra cui la liberalizzazione sessuale, quindi anni ’60 e ’70. Infatti, dietro alle risposte date in un sondaggio si intrecciano contesti sociali, condizioni di benessere emotivo e la percezione che ognuno ha del proprio valore personale. I risultati fanno ben sperare che ci stiamo dirigendo verso una decostruzione quasi totale della liberalizzazione sessuale, suggerendo che la sessualità viene sempre più vista come un’esperienza personale; tuttavia, come diceva Simone de Beauvoir nel titolo del suo ultimo libro, "Finché tutte le donne del mondo…", ovvero finché tutte le persone non si sentiranno libere da ogni tipo di giudizio, il lavoro da fare è ancora tanto. Questi dati infatti non significano che il passato sessuale sia completamente irrilevante per tutti: per alcuni individui può restare una questione legata a valori personali, paure legate alla salute emotiva o semplici preferenze individuali. In questa prospettiva, la libertà sessuale assume valore non come assenza di regole, ma come capacità di ciascuno di esplorare la propria vita affettiva e sessuale in modo sicuro, consensuale e rispettoso di sé stessi e degli altri. Promuovere un dialogo aperto e privo di giudizi, dove il numero di partner non diventa sinonimo di valore personale o morale, ma un elemento neutro nella complessità delle relazioni umane, è una sfida culturale e psicologica che la nostra società continua ad affrontare ancora oggi.