Pulizia del forno, detergenti sicuri per la biologa dell’ISS: “Non utilizzare insieme bicarbonato e aceto”

Tra gli elettrodomestici più noiosi da pulire il forno occupa sicuramente un posto nella top tre. Il cibo si incrosta sul fondo, il vetro si macchia, la griglia si unge di grasso. E più rimandiamo la pulizia più togliere lo sporco diventa difficile. Al supermercato i prodotti per la detersione del forno si sprecano. Ce ne sono per tutti i gusti, profumi e esigenze. Ma come scegliere quelli più sicuri? "Intanto partiamo dal fatto che non dovremmo mai rimandare troppo la pulizia del forno – spiega a Fanpage.it la biologa Antonella Maugliani, ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità e responsabile scientifico del progetto SAC, Sicurezza Alimentare Casalinga – Un forno sporco può diventare un rischio per la salute e per la sicurezza domestica. L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ricorda che i residui di cibo e grasso possono favorire la proliferazione di batteri e muffe che possono contaminare gli alimenti durante la cottura, che la combustione dei residui può produrre fumi irritanti e cattivi odori e infine che l’accumulo di grasso aumenta il rischio di incendio durante l’uso del forno".
Forno: ogni quanto andrebbe pulito
Quando guardiamo un programma di cucina ci accorgiamo subito se uno chef lavora in modo ordinato e pulito o se invece sul suo banco regna il caos. Nel primo caso siamo in presenza di un cuoco che rispetta il principio "clean as you go" che tradotto sarebbe "pulisci mentre lavori", si riordina e si fa pulizia mentre si cucina, mentre si svolge un'attività, evitando di procrastinare e lasciare tutto alla fine. "Lo stesso principio andrebbe applicato anche per la pulizia del forno – chiarisce Maugliani – Le autorità sanitarie non fissano una scadenza rigida ma indicano due regole fondamentali, ovvero pulire subito quando si sporca, ad esempio in caso di schizzi o incrostazioni (clean as you go, appunto) e pulire regolarmente in base all'uso che se ne fa dell'elettrodomestico". Se il forno viene usato come mobile contenitore per le padelle ovviamente andrà pulito meno spesso di chi non fa altro che cuocere teglie e teglie di pasta al forno. "Il forno va inserito nel normale programma di igiene domestica: quindi più viene utilizzato più spesso deve essere pulito".
Come scegliere un prodotto sicuro per la pulizia del forno
Detersivi, sgrassatori, paste detergenti, rimedi naturali: scegliere nel mare magnum dei prodotti che vediamo al supermercato può essere complicato, i criteri da prendere in considerazione sono tanti. "Le regole da seguire per riconoscere un prodotto sicuro sono tre: la prima riguarda la destinazione d'uso. Bisogna scegliere prodotti destinati all'uso in cucina o conformi alle norme sui materiali che possono venire a contatto con alimenti. Secondo il Regolamento (CE) 1935/2004, questi materiali non devono trasferire sostanze pericolose agli alimenti né alterarne la qualità". La seconda regola riguarda le etichette: "Bisogna usare solo prodotti con etichetta leggibile, evitando detergenti eccessivamente aggressivi quando non necessari. Le etichette riportano rischi, modalità d’uso e necessità di risciacquo. Attenzione a non trasferire mai i detergenti in contenitori senza etichetta, come previsto dalle norme di sicurezza chimica: l’etichetta è parte integrante della protezione del consumatore perché contiene simboli di pericolo e istruzioni obbligatorie". Infine ultima regola: "Bisogna garantire sempre una buona ventilazione quando si utilizzano spray o detergenti forti". Alcuni detergenti, soprattutto quelli più aggressivi, possono essere causa di diversi effetti collaterali. "In particolare irritazioni a pelle, occhi e vie respiratorie, specie se contengono sostanze caustiche come idrossido di sodio o ammoniaca; fumi irritanti e peggioramento della qualità dell’aria domestica, in particolare se si usano spray in ambienti chiusi come il forno; reazioni allergiche in persone sensibili, come asmatici o soggetti consensibilizzazioni chimiche; residui chimici persistenti, se il prodotto non viene risciacquato quando richiesto, con possibile contatto indiretto con gli alimenti".
Come capire se un prodotto è troppo aggressivo
Per valutare se un detergente è adatto alla pulizia del forno e sicuro per la salute, è utile conoscere alcuni indicatori chiave "Partiamo dall'etichetta e dai pittogrammi: l’etichetta deve riportare composizione, indicazioni di pericolo e consigli di prudenza. I pittogrammi CLP (Classification, Labelling and Packaging, una sigla introdotta dal Regolamento (CE) n. 1272/2008, che uniforma in Europa i criteri di classificazione dei prodotti chimici e l’uso dei pittogrammi di pericolo a forma di rombo, in linea con il sistema mondiale (GHS)) segnalano se il prodotto è irritante, corrosivo, tossico, infiammabile o sensibilizzante. Mai travasare il detergente in contenitori senza etichetta: si perderebbero istruzioni e pittogrammi obbligatori". Se sull'etichetta è indicata la necessità di usare dispositivi di protezione come i guanti o mascherine bisogna sempre intanto valutare l'opportunità o meno di utilizzare questi prodotti per un elettrodomestico che entra in contatto col cibo che ingeriamo, se si sceglie comunque di utilizzarli, è bene seguire in maniera puntuale le indicazioni. "Alcuni detergenti possono irritare pelle, occhi e vie respiratorie. Dopo l'utilizzo di un prodotto particolarmente forte è sempre preferibile ventilare l'ambiente: uno spray aggressivo può peggiorare la qualità dell’aria e generare fumi irritanti, specialmente nel forno. È inoltre assolutamente sconsigliato miscelare i prodotti, specialmente ammoniaca e candeggina: si producono clorammine tossiche, gravi per le vie respiratorie". Infine Secondo i requisiti per i materiali destinati al contatto con alimenti (MOCA): "Un prodotto non deve corrodere o alterare le superfici del forno, perché la corrosione può favorire il rilascio di sostanze indesiderate negli alimenti. Prodotti molto caustici (come soda concentrata o acidi forti) possono essere inefficaci o inutili per alcune superfici e non dovrebbero essere usati se non specificati per lo scopo. Bisogna evitare prodotti che lasciano residui persistenti, soprattutto se non sono destinati a superfici collegate alla preparazione degli alimenti". In pratica un detergente troppo aggressivo potrebbe non essere adatto all’interno del forno se:
- Brucia la pelle o provoca forte irritazione al contatto;
- Ha un odore molto pungente;
- Presenta pittogrammi di rischio elevato (corrosivo, tossico);
- Richiede l'utilizzo di dispositivi di protezione individuali complessi (guanti, mascherine o altro);
- Produce fumi intensi o irritanti.
"Il mio consiglio – chiarisce Maugliani – è scegliere alternative più delicate, compatibili con superfici a contatto con alimenti".
Bicarbonato e aceto: due alternative più sicure?
Tra i rimedi naturali più gettonati per le pulizie casalinghe e in particolare del forno, ci sono anche bicarbonato e aceto. "Nell’ambito del progetto SAC, durante la fase di monitoraggio del web, è emerso che bicarbonato e aceto sono spesso tra i prodotti utilizzati nelle pulizie domestiche. – spiega Maugliani – Si tratta di due prodotti utili e sicuri ma ci sono alcune considerazioni da fare. Dal punto di vista della sicurezza alimentare domestica, aceto e bicarbonato possono essere giusti per piccole pulizie nel forno, ma potrebbero non bastare a sostituire i detergenti specifici. In particolare se usati insieme perdono buona parte della loro efficacia, inoltre l’aceto può creare vapori fastidiosi se usato su superfici calde e, per via della sua acidità, può anche rovinare smalti e vetri. Il bicarbonato, con la sua azione abrasiva, potrebbe rovinare le superfici del forno. Per questo è bene usarli con attenzione e solo quando davvero appropriato".
Le funzioni di pulizia automatica del forno
Molti forni moderni hanno delle funzioni ad hoc per la pulizia. "Nei forni di ultima generazione possiamo trovare tre diversi tipi di funzioni di pulizia automatica. Partiamo dalla pulizia pirolitica: il forno raggiunge temperature molto elevate e riduce lo sporco in cenere. È il metodo più efficace, ma può generare odori e richiede una buona ventilazione. Altri hanno invece una funzione di pulizia catalitica: le pareti interne assorbono e scompongono il grasso durante la normale cottura. È comoda e continua, efficace sullo sporco leggero, meno sulle incrostazioni. Infine c'è la pulizia a vapore: si versa dell'acqua nel fondo del forno o in un'apposita vaschetta, l’acqua evapora e ammorbidisce lo sporco, facilitandone la rimozione. È delicata e adatta a sporco recente, ma non elimina incrostazioni pesanti".