Perdita di capelli nelle donne: la tricologa Cividin “Una dieta scorretta può essere tra le cause principali”

Quando si parla di perdita dei capelli si pensa quasi sempre agli uomini, che ne soffrono a tal punto da fare viaggi internazionali per farsi un trapianto. In realtà, anche molte donne sperimentano importanti forme di calvizie, spesso legate a cambiamenti ormonali, stress o carenze nutrizionali. A differenza della calvizie maschile, però, quella femminile tende a manifestarsi in modo più graduale e diffuso, rendendo quindi più difficile riconoscerne le cause. Dall’influenza degli estrogeni alla menopausa, passando per condizioni come l’ovaio policistico, diversi fattori possono influenzare il ciclo di crescita del capello. Valentina Visintini Cividin, chirurga plastica ricostruttiva ed estetica ed esperta in tricologia presso la Casa di Cura La Madonnina di Milano, spiega come riconoscere i segnali e quali sono oggi i trattamenti più utilizzati per contrastare la caduta dei capelli nelle donne.
Parlando di calvizie femminile, quali sono le cause più comuni?
La calvizie nelle donne è spesso legata a fattori ormonali, può infatti manifestarsi sia durante l’età fertile sia, più frequentemente, durante la menopausa. Gli estrogeni favoriscono la fase di crescita del capello, mentre gli androgeni, cioè gli ormoni maschili, hanno un effetto opposto. Quando questo equilibrio cambia, il capello tende a diventare più sottile e il numero di capelli che crescono da ogni bulbo diminuisce.
In quali zone del cuoio capelluto si nota di più il diradamento?
Di solito nella zona centrale del cuoio capelluto. Molte donne mi dicono di vedere i capelli più radi proprio al centro della testa, tra le tempie e il vertice. In queste situazioni il problema non è tanto la caduta improvvisa, quanto il fatto che i capelli diventano progressivamente più sottili e meno numerosi.
Ci sono condizioni che possono favorire questo problema?
Sì, per esempio una delle più comuni è sicuramente la sindrome dell’ovaio policistico. In queste situazioni l’organismo produce quantità alterate di ormoni, inclusi alcuni androgeni, e questo può influenzare il ciclo del capello. Anche la menopausa può avere un ruolo importante. Con la diminuzione degli estrogeni, l’effetto degli ormoni androgeni diventa più evidente e il capello tende a diradarsi.
Anche l’alimentazione può incidere sulla salute dei capelli?
Assolutamente sì. Alcune carenze nutrizionali possono rendere i capelli più fragili e favorire la caduta e in questo senso tra le sostanze più importanti ci sono ferro, zinco, rame, vitamina B12 e vitamina D. Un’alimentazione equilibrata è fondamentale perché capelli hanno bisogno di proteine, vitamine e minerali per crescere sani.
Quali sono i trattamenti più efficaci per contrastare la caduta dei capelli nelle donne?
Il primo passo è sempre capire la causa del problema; infatti, spesso faccio fare esami del sangue per valutare i livelli ormonali, il ferro, le vitamine e altri parametri. Dal punto di vista terapeutico uno dei trattamenti più utilizzati è il minoxidil, una lozione che aiuta ad allungare la fase di crescita del capello. Spesso lo si associa a integratori o a preparazioni topiche che contengono estrogeni o sostanze con effetto simile.
In quanto tempo si vedono i risultati?
Serve molta pazienza, perché nei primi mesi i cambiamenti sono minimi. Se si iniziano a vedere miglioramenti prima dei sei mesi è già un ottimo segno. Le terapie per i capelli richiedono costanza e continuità, se si sospendono i trattamenti, i meccanismi che portano alla caduta tendono a riprendere.
Quando si arriva invece al trapianto di capelli?
Il trapianto viene preso in considerazione quando non è più possibile recuperare i follicoli con le terapie. Succede quando il follicolo è completamente inattivo e non produce più capelli, in questi casi si prelevano piccoli gruppi di follicoli da altre zone del cuoio capelluto e si reimpiantano nelle aree più diradate. È una procedura più comune negli uomini, ma può essere effettuata anche nelle donne in casi selezionati.