Cos’è la pancia da endometriosi di Giorgia Soleri, il ginecologo Schimberni: “Dovuta a infiammazione cronica”

"Ma sei incinta? Sembri piuttosto ingrassata": è cominciato tutto da questo commento piuttosto indelicato. Giorgia Soleri, che in passato già aveva raccontato la sua esperienza con l'endometriosi, anche stavolta è tornata sul tema. E tra l'altro è un tema particolarmente legato all'attualità, visto che marzo è proprio l'Endometriosis Awareness Month, evento annuale organizzato dall'Endometriosis Association per fare informazione su questa malattia cronica. Oltre a rispondere alle pungenti parole ricevute in modo del tutto gratuito, l'influencer ne ha approfittato per fare una riflessione più ampia. Innanzitutto ha spiegato che il suo gonfiore addominale ha un nome: endobelly o pancia da endometriosi. Questo sintomo della malattia è stato lo spunto per riflettere su quanto le parole possano ferire, su quanta attenzione morbosa ci sia sul corpo delle donne, nel momento in cui non rispettano certi canoni, certi stereotipi: non ci si ferma, nel giudizio, neppure dinanzi alla malattia, neppure quando non si conosce nulla del vissuto dell'altra persona. L'influencer, infatti, ha ribadito che il focus viene costantemente frainteso. "Io non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura. Che nessuna debba più vivere questo incubo, o giustificarsi davanti a domande come questa". L'endometriosi ha molte implicazioni psicologiche, oltre che fisiche: Fanpage.it ne ha parlato con il Dr. Matteo Schimberni, ginecologo presso l'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Che cos'è l'endometriosi?
L'endometriosi è una patologia benigna, ormone-dipendente, infiammatoria cronica che colpisce circa il 10-15% delle donne in età fertile, causata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell'utero. Le lesioni possono localizzarsi a livello dell'apparato genitale interno, dell'apparato urinario, dell’apparato gastrointestinale e, nei casi più rari, in sede extra-addominale o di pregresse cicatrici chirurgiche determinando uno stato infiammatorio cronico.
A cosa è dovuta la cosiddetta "pancia da endometriosi"?
Lo stato infiammatorio cronico può manifestarsi con gonfiore addominale, meteorismo, diarrea, nausea, alvo irregolare, costipazione. I sintomi sono solitamente esacerbati in fase premestruale e/o in corrispondenza del flusso mestruale ed entra in diagnosi differenziale con altre patologie addominali come il colon irritabile, infezioni gastrointestinali, patologie autoimmuni, intolleranze alimentari. Questi disturbi possono anche coesistere.
Come si può attenuare? Ha a che fare con l’alimentazione e lo sport?
L'insieme di strategie personalizzate sotto stretta sorveglianza di uno specialista ginecologo possono aiutare a ridurre frequenza e intensità degli episodi. In particolare, l'alimentazione non cura l'endometriosi, ma può essere un alleato prezioso della terapia medica. Un'alimentazione povera di cibi pro-infiammatori, cibi industriali, caffè, legumi, zuccheri raffinati, latticini o glutine (nelle pazienti intolleranti) e una dieta mediterranea ricca di fibre, omega-3 e verdure possono sicuramente aiutare nella riduzione dello stato pro-infiammatorio indotto dall’endometriosi. Anche l'esercizio fisico, la riabilitazione del pavimento pelvico e l'assunzione di integratori (omega-3, magnesio, vitamina D e probiotici) sicuramente possono essere di aiuto.
Quali sono gli altri sintomi della malattia?
La triade sintomatologica che caratterizza questa patologia è costituita dal dolore mestruale intenso (dismenorrea), il dolore pelvico cronico e il dolore durante i rapporti (dispareunia). Nel caso di coinvolgimento di determinati organi e strutture, la sintomatologia è relativa alla funzione dell’organo interessato e può essere caratterizzata da alterazioni dell'alvo, della minzione. Anche l'infertilità e il gonfiore addominale, come precedentemente descritto, sono sintomi che possono associarsi alla patologia.
Perché l'endometriosi è così difficile da diagnosticare?
Il ritardo diagnostico medio dell'endometriosi è di circa 7-10 anni. Ancora oggi la sintomatologia associata all'endometriosi viene erroneamente considerata “normale” esitando in un inevitabile ritardo diagnostico. Inoltre, a volte, la sintomatologia può assumere caratteristiche sfumate che spesso entrano in diagnosi differenziale con altre patologie dell'apparato gastrointestinale o dell'apparato urinario. È estremamente importante fare una diagnosi precoce, comunicare la sintomatologia al ginecologo durante i controlli periodici e recarsi presso un centro di riferimento per la patologia, come il nostro, con l'obiettivo di diagnosticare tempestivamente e trattare adeguatamente la patologia.
Ad oggi esiste una cura "definitiva"?
Al giorno d'oggi non abbiamo a disposizione una terapia farmacologica in grado di eradicare l'endometriosi. Essendo una patologia orme-dipendente, la terapia ha l'obiettivo di stabilizzare la malattia e migliorare la sintomatologia ad essa associata attraverso l'utilizzo di terapie che inibiscono transitoriamente l'ovulazione come pillole estroprogestiniche, progestiniche ed altre strategie terapeutiche che nella maggior parte dei casi, in assenza di esigenze riproduttive, consentono di condurre una buona qualità di vita ed un buon percorso di stabilizzazione della malattia endometriosica. In alternativa abbiamo a disposizione delle terapie chirurgiche mininvasive ed innovative nel rispetto della preservazione della funzionalità ovarica ormonale e riproduttiva che devono essere modulate in rapporto alle esigenze della paziente, alla sintomatologia dolorosa refrattaria alla terapia medica e agli aspetti riproduttivi della donna.