Tennis, anche l’Onu contro la Sharapova: la russa sospesa dalla carica di ambasciatrice

Non è un buon momento per Maria Sharapova. La 28enne russa, numero sette del tennis mondiale e vincitrice in passato di cinque edizioni dello Slam, sta pagando a caro prezzo lo scandalo che pochi giorni fa l'ha travolta. Dopo la confessione con la quale ha annunciato al mondo la sua positività all’antidoping a causa del "Meldonium", farmaco utilizzato contro il diabete sin dal 2006, anche dalla sede newyorchese delle Nazioni Unite è arrivata la "punizione" per la bella "Masha". Come ha ufficialmente comunicato l'Onu, da oggi la Sharapova sarà sospesa dal suo ruolo di ambasciatrice: "Le siamo riconoscenti per aver sostenuto il nostro lavoro e in particolare gli sforzi per la ricostruzione dopo la catastrofe nucleare a Chernobyl – ha comunicato l'Onu – Alla luce dell'annuncio fatto recentemente dalla stessa Sharapova, però, abbiamo deciso di sospenderla dal ruolo di ambasciatrice di buona volontà".
L'imbarazzo dell'Onu – Un duro colpo per la russa che, nei giorni scorsi, aveva ringraziato i suoi tifosi per la comprensione e per le parole d'affetto lasciate sui suoi profili "social" ufficiali. La decisione dell'Onu, organizzazione per la quale la Sharapova si era impegnata per combattere la povertà e la disuguaglianza anche attraverso la sua fondazione di beneficenza che recentemente aveva anche finanziato borse di studio di formazione per la popolazione proveniente da Chernobyl. Il danno d'immagine provocato dalle clamorose rivelazioni della tennista, è stato dunque giudicato quantomeno imbarazzante per le alte cariche del Palazzo di Vetro che, tra le tante stelle dello sport che ricoprono il ruolo di "ambasciatore di buona volontà", possono ancora contare su numerosi personaggi dello sport e del calcio, come ad esempio Didier Drogba, Ronaldo e Zinedine Zidane.