Prima di battere Musetti guarda un’altra partita e si convince di potercela fare: l’impresa di Zhou Yi
Prima di affrontare Lorenzo Musetti, Zhou Yi ha guardato un'altra partita del Masters 1000 di Shanghai e si è convinto di poter vincere. Il 21enne cinese, numero 277 del mondo, aveva seguito la sfida tra Karen Khachanov e Arthur Fery, decisa da tre tie-break.
Gli è bastato per farsi una domanda: se qualcuno può vincerne due, perché non dovrei riuscirci anch'io? Poche ore dopo ha battuto l'azzurro per 7-6, 3-6, 7-6, conquistando proprio due tie-break.
Il pensiero di Zhou Yi prima della partita contro Musetti
A raccontare l'episodio è stato lo stesso Zhou dopo la vittoria: "Stavo guardando Khachanov giocare tre tie-break prima della mia partita. Mi ha fatto pensare che tutti hanno la possibilità di vincerne due, quindi perché non io?". Una convinzione messa subito alla prova. Nel tie-break del primo set, il cinese si è ritrovato sotto 3-6, con Musetti a tre punti dalla conquista del parziale.
Il tennista di casa ha annullato tutti e tre i set point, attaccando la rete anche dietro la seconda di servizio nel punto decisivo. Poi ha portato un dito all'orecchio, invitando il pubblico di casa a farsi sentire. Nel terzo set, arrivato nuovamente al tie-break, ha preso subito il largo fino al 5-0 e ha chiuso concedendo un solo punto all'italiano.
"Non ci credo e allo stesso tempo ci credo. Ho dimostrato a me stesso che quello che sto facendo è giusto", ha spiegato dopo aver ottenuto la vittoria più importante della sua carriera. Con questo successo è diventato il terzo giocatore con la classifica più bassa a raggiungere il terzo turno nella storia del torneo di Shanghai.
Chi è Zhou Yi: dal badminton a Federer, con un allenatore italiano
Nato a Pechino nel 2005, Zhou aveva inizialmente scelto il badminton, iniziando a praticarlo a sette anni. Tre anni dopo è passato al tennis anche per volontà della famiglia, preoccupata che gli allenamenti interferissero troppo con la scuola.
Il suo modello è Roger Federer, del quale cerca di imitare il gioco aggressivo e le discese a rete. Quando gli hanno chiesto cosa avesse già in comune con lo svizzero, ha risposto scherzando che per il momento la somiglianza più evidente è la fascia sulla testa.
A guidarlo c'è anche un italiano, Davide Sanguinetti, ex tennista azzurro. Il tennista cinese ha raccontato inoltre di convivere con il diabete di tipo 1 da quando aveva 14 anni, una condizione che richiede un'attenta gestione quotidiana. Il suo staff ha chiesto consigli anche all'entourage di Alexander Zverev.
Entrato nel tabellone grazie a una wild card, Zhou aveva già eliminato l'altro azzurro Mattia Bellucci al tie-break decisivo. Contro Musetti ha completato un'altra impresa, guadagnandosi la sfida con Hubert Hurkacz, reduce dal successo su Novak Djokovic. E tutto era cominciato guardando un'altra partita.