L’ex preparatore di Sinner: “La sindrome della bandelletta è fastidiosa. Operarsi non dà garanzie”
Jannik Sinner è fermo da tempo. Il numero 1 del tennis, perché è ancora al vertice, ha annunciato tempo fa che tornerà a giocare nel 2027. Nel mentre cerca di risolvere il problema al ginocchio, anche con l'ausilio di un nuovo medico, un luminare, il dottor Schoenhuber. E in questo lungo periodo di assenza in tanti esprimono parere sull'azzurro e parlano delle sue condizioni e del suo futuro. A questo giro ha parlato di Sinner chi lo conosce molto bene e cioè Marco Panichi, il suo ex preparatore atletico, che ha parlato del problema alla bandelletta spiegando perché non si ricorre in questi casi all'intervento chirurgico.
Panichi spiega cos'è la sindrome della bandelletta
In un'intervista rilasciata a Gonzo Tennis è tornato a parlare Marco Panichi, che ha appena concluso la sua collaborazione con Holger Rune. Panichi è uno dei più apprezzati preparatori atletici del tennis, è stato per tanti anni al fianco di Novak Djokovic. Per meno di un anno ha fatto parte dello staff di Sinner, con il quale ci fu una brusca e sorprendente separazione prima del torneo di Wimbledon 2025.
Il preparatore ha parlato tantissimo e non si è negato quando si è trattato di parlare di Sinner e in particolar modo del suo infortunio. Panichi ha spiegato che giocando a ritmi serrati e soprattutto a livelli altissimi, il rischio di infortunarsi è sempre presente, poi è entrato nel dettaglio dicendo: "La sindrome della bandelletta è una tipica patologia da sovraccarico, frequente in chi corre su superfici dure e presenta appoggi non bilanciati. A lungo andare la bandelletta si infiamma a livello inserzionale sul lato del ginocchio causando un disturbo piuttosto fastidioso".
Perché l'operazione non è consigliata per questa patologia
Panichi, che nel 2027 tornerà nel tour, anche se è comunque attivo essendo consulente della federazione kazaka di tennis, ha anche spiegato perché Sinner e il suo staff, insieme ai medici che lo hanno visitato, hanno deciso di non ricorrere all'intervento: "Ma se la diagnosi verrà confermata questo infortunio lo terrà fermo per un po'. Per patologie di questo tipo l'operazione non offre le stesse garanzie di riuscita rispetto ad altri interventi, come ad esempio la ricostruzione del legamento crociato, per questo motivo, quasi nessuno sceglie di operarsi".
Panichi che è un uomo dei più bravi preparatori atletici e che si occupa di tennisti da tanto tempo ha spiegato quali sono le problematiche di Sinner, lo ha fatto in modo pulito e preciso. Se così stanno le cose sono evidenti i motivi che hanno portato Jannik prima a fermarsi, poi a provare ad allenarsi e infine a stopparsi nuovamente, senza mai mettere in conto la possibilità di operarsi. Adesso non resta che aspettare e sperare che il problema si risolva nel modo migliore e che Jannik torni presto in campo.