Sighel di nuovo fatto cadere, il durissimo comunicato della FISG: “Quadro grave e preoccupante”

Pietro Sighel sotto il mirino dei giudici, questo il contenuto del durissimo comunicato ufficiale pubblicato dalla FISG, la Federazione Italiana Sport Ghiaccio a pochi minuti dall'ennesima caduta cui è stato vittima il pattinatore italiano che nella semifinale sui 500 è stato fatto cadere evidentemente in un gioco di squadra dei due canadesi, William Dandjinou e Maxime Laoun. Il conseguente avanzamento del nostro atleta sembrava scontato ma la giuria ha sorpreso tutti senza punire il danneggiamento, scatenando la disapprovazione del pubblico e la feroce replica federale: "Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie e questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante… operato del tutto fuori luogo "
Di fronte all'ennesima scorrettezza subita da Pietro Sighel, la Federghiaccio italiana ha preso posizione in modo duro nei confronti dell'operato dei giudici olimpici, pubblicando un comunicato a firma del presidente Andrea Gios che non lascia spazio ad interpretazioni: " Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie da parte dello stesso giudice nel trattamento riservato a Pietro Sighel nel corso di questa Olimpiade. La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante".

La nota federale continua ancora con toni pesanti nei confronti di quanto avvenuto nella semifinale dei 500 e che ha indignato per la decisione finale che ha punito oltremodo Sighel, vittima assoluta di un danneggiamento per il quale avrebbe dovuto avere giustizia con l'avanzamento in finale. "La Federazione ritiene estremamente problematico il fatto che la International Skating Union non sia stata capace di intervenire nel corso dell’evento per porre fine a un operato del tutto fuori luogo. Comprendiamo i regolamenti e il ruolo degli ufficiali di gara, ma quando emergono elementi così evidenti di incoerenza, è doveroso intervenire per garantire equità durante l’evento stesso".
Cos'è successo in gara: Sighel ostacolato e fatto cadere dal "gioco di squadra" canadese
Proprio nel momento clou della semifinale, quando Sighel ha affiancato Dandjinou, il canadese è apparso rallentare sensibilmente, dando l’impressione di fare un vero e proprio gioco di squadra, mentre Laoun ha tentato nel contempo un sorpasso interno avventato. Risultato? Sighel, che ha fatto il possibile per restare in piedi, viene comunque travolto e scaraventato fuori dalla gara. Un evidente danneggiamento ma che la giuria non ha ravvisato, in modo clamoroso a tal punto che tutto il pubblico ha manifesto la propria disapprovazione con fischi sonori. Incredibilmente, l'irregolarità non è stata considerata degna di alcuna penalizzazione, indicando una più che discutibile responsabilità condivisa.
La reazione di Sighel: si rifiuta di gareggiare la finale B e se ne va senza parlare
Non da meno è stata la reazione dello stesso Pietro Sighel di fronte all'inaccettabile sentenza della giuria: il pattinatore azzurro visibilmente furioso, si leva i pattini, evita tutti, infila le scarpe e se ne va negli spogliatoi. E così si rifiuta di partecipare alla finale B senza rilasciare alcuna dichiarazione. La sua Olimpiade era partita benissimo con la medaglia nella staffetta mista, poi il buio: squalifica nei 1.000 metri, fuori nei 1.500 e l'ultima atroce beffa nei 500.