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Olimpiadi invernali 2022 a Pechino

Il sistema russo stritola le pattinatrici, crisi isterica della Trusova: “Odio questo sport!”

Non c’è stato solo il dramma della russa Kamila Valieva nel concorso individuale di pattinaggio artistico alle Olimpiadi. La sua connazionale Aleksandra Trusova, che ha vinto la medaglia d’argento, ha avuto una crisi isterica, con lacrime e urla.
A cura di Paolo Fiorenza
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Oggi a Pechino è andata in scena la rappresentazione di cosa non debba essere lo sport, men che meno nell'appuntamento più puro, quello dei cinque cerchi olimpici, e ancor meno se in mezzo ci sono atleti giovanissimi, neanche 18enni. La pressione mostruosa che il sistema sportivo russo mette ai propri ragazzi per portare a casa successi e mantenere alto il proprio nome nel medagliere ha avuto come conseguenza il pianto inconsolabile della 15enne Kamila Valieva, letteralmente crollata al termine di giorni di polemiche per la sua vicenda doping e caduta tre volte durante il suo esercizio, ma anche la crisi isterica di chi invece una medaglia l'ha vinta, quella d'argento, ovvero la 17enne Aleksandra Trusova.

Aleksandra Trusova durante il suo esercizio
Aleksandra Trusova durante il suo esercizio

Se la Valieva, la nuova reginetta del pattinaggio artistico, è anche l'esempio di come certe abitudini di addizionare farmacologicamente giovani atleti – senza alcun riguardo alla loro salute e alle pesanti conseguenze che potrebbero pagare in futuro – siano tuttora vive nell'apparato sportivo russo, come dimostra la positività della 15enne alla trimetazidina, un farmaco che serve a chi ha problemi cardiaci, la scena straziante e del tutto inattesa di cui è stata protagonista la Trusova è ugualmente un pugno nello stomaco.

Riavvolgiamo il nastro di quanto accaduto oggi al Capital Indoor Stadium, dove si concludeva il concorso individuale femminile di pattinaggio artistico col programma libero, dopo che ieri era andato in scena quello corto. Mancavano soltanto le prime quattro della graduatoria provvisoria stilata ieri dopo il corto e la Trusova, che entrava come quarta, ha scavalcato non di poco grazie al libero la giapponese Kaori Sakamoto che si è esibita dopo di lei ed entrava come terza. A quel punto restavano solo le prime due di ieri: l'altra russa, la 17enne Anna Shcherbakova, campionessa mondiale in carica, e la piccola Valieva, che aveva chiuso il programma corto in testa.

La Shcherbakova non ha fatto errori ed ha totalizzato un punteggio di poco inferiore a quello della Trusova, restandole comunque davanti in virtù del vantaggio accumulato nel corto, mentre la Valieva ha scontato tutto quello che le è piovuto addosso in questi giorni e che mai dovrebbe schiacciare una ragazzina di 15 anni – soprattutto tenendo presente quanto sia manipolata in un ingranaggio in cui sostanzialmente è intrappolata, complice la sua famiglia – ed è caduta rovinosamente sul ghiaccio, più volte, assolutamente non padrona delle proprie emozioni. La disastrosa prova nel programma libero le ha fatto dilapidare tutto il vantaggio di ieri, al punto che è addirittura finita fuori dal podio, classificandosi quarta.

Kamila Valieva distrutta al termine della sua prova
Kamila Valieva distrutta al termine della sua prova

La classifica finale per le medaglie ha visto dunque andare l'oro e l'argento alle altre due russe, rispettivamente alla Shcherbakova e alla Trusova, mentre la medaglia di bronzo è andata alla 21enne giapponese Sakamoto, l'unica realmente felice senza alcuna ombra alla fine della giornata. Se infatti la Valieva è crollata in lacrime irrefrenabili, senza che nessuno riuscisse a farla smettere, anche la gioia della Shcherbakova è apparsa condizionata da quanto stava accadendo alla compagna, in un frullatore di emozioni in cui giocoforza è finita anche lei. Ma quello che non ci si aspettava è stata la crisi isterica della seconda classificata, Aleksandra Trusova, e non per il coinvolgimento emotivo nella drammatica vicenda della più giovane amica. Anzi, tutt'altro.

La 17enne è infatti esplosa perché non è riuscita lei ad approfittare della debacle della favoritissima Valieva, piazzandosi ‘soltanto' seconda in un'Olimpiade, battuta dalla Shcherbakova. Una competitività che divora qualsiasi sentimento di amicizia o di umana pietà e che rende evidente come vincere, sempre e qualsiasi costo, sia l'unico imperativo col quale crescono e vengono educate, più che allenate, queste reginette bambine. La Trusova ha dunque cominciato a piangere, urlando che ne aveva abbastanza del pattinaggio, attività cui probabilmente ha dedicato ossessivamente gran parte di tutte le sue giornate negli ultimi anni.

"Odio tutti! Non voglio fare nient'altro nel pattinaggio, mai nella mia vita! Mai, odio questo sport! Lo odio, odio tutto! – è stato lo sfogo irrefrenabile della ragazza verso il suo allenatore Sergei Dudakov – Non uscirò mai più sul ghiaccio! Mai! Io odio! È impossibile, è impossibile! Tutti hanno una medaglia d'oro, tutti! Ma io no! Odio, odio, odio! Mai e poi mai!". Un fiume in piena inarrestabile. Poi la Trusova ha provato a ricomporsi prima di salire sul podio, dove comunque la sua espressione triste strideva con quella felice della vincitrice Shcherbakova.

Shcherbakova e Trusova sul podio, gioia e sconforto
Shcherbakova e Trusova sul podio, gioia e sconforto

Ovviamente la vicenda non poteva non avere un seguito in conferenza stampa, dove è stato chiesto alla ragazza il motivo di quelle parole miste a lacrime: "Non vinco una competizione importante da tre anni. L'ho attribuito al fatto che stavo cercando di raggiungere un obiettivo, per tutto questo tempo ho lavorato per fare più quadrupli. Ho pensato che quando fossi arrivato ad eseguirli, avrei vinto. Questo non è successo, ecco perché ero arrabbiata", ha detto la Trusova con difficoltà, cadendo in lunghe pause. "Non è colpa mia se le telecamere mi stavano seguendo – ha aggiunto –Sia nel programma corto che in quello libero ho fatto tutto quello che potevo. Sono soddisfatta dei miei pattini, sono soddisfatta delle mie prestazioni. Ho fatto tutto quello che potevo. Perché piangevo allora? Volevo solo piangere. Sono solo da due settimane ormai senza mia madre, senza i miei cani. Eccomi a piangere…".

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