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Olimpiadi invernali 2022 a Pechino

Fregato al fotofinish con una furbata, pattinatore grida allo scandalo: “Sono stato imbrogliato”

Le Olimpiadi invernali di Pechino si sono chiuse con una polemica, nella gara di pattinaggio sul ghiaccio maschile. Un finale al fotofinish che ha fatto discutere e non poco.
A cura di Marco Beltrami
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Le Olimpiadi invernali sono state ormai consegnate agli archivi, ma è ancora tempo di celebrare le imprese e le emozioni di Pechino. In questa edizione dei Giochi non sono mancate certo anche le polemiche, come confermato dal caso della pattinatrice russa Valieva, e le contestazioni. Una di queste è arrivata proprio in extremis dalla gara di pattinaggio di velocità maschile. Una prova incredibile con un finale al cardiopalma, in cui è stato necessario il fotofinish per assegnare la medaglia d'argento e quella di bronzo. C'è però chi proprio non riesce a digerire quanto accaduto, ovvero Joey Mantia, campione americano rimasto fuori dal podio per una frazione di secondo.

A chiudere davanti a tutti, grazie ad uno sprint nel rettilineo finale è stato il belga Bart Swings, che ha conquistato una medaglia d'oro storica per il suo Paese che non esultava dalle Olimpiadi del 1948. Alle sue spalle è stata bagarre fino al traguardo, con una battaglia tra Lee e Jae Won Chung, entrambi della Corea del Sud e l'americano Joey Mantia. Quest'ultimo tre volte campione mondiale e al comando nella classifica di Coppa del mondo 2021-2022, ha lottato come un leone ma alla fine si è dovuto arrendere al cronometro.

Partito dalla 14a posizione dopo essere rimasto nelle zone posteriori, si è scatenato nel finale stringendo i denti anche per le difficoltà legate ai problemi alla schiena che lo hanno tormentato nelle ultime stagioni. Grazie ad una bella rimonta Mantia ha agganciato il gruppo dei primi, pronto a lottare per una medaglia. Alla fine il classe 1986, si è ritrovato al centro tra i due coreani, con i quali ha tagliato il traguardo quasi in contemporanea. Per definire quel quasi, è stato necessario il fotofinish, per capire chi dei tre avesse dovuto ricevere la medaglia.

Il frame dell'arrivo garantito al fotofinish non ha lasciato spazio a dubbi: medaglia d'argento a Chung Jae Won e bronzo per il campione olimpico in carica Lee Seung Hoon. Una beffa per Mantia arrivato alle loro spalle per 0.002 secondi: in particolare la lama dei pattini del coreano ha varcato la linea del traguardo prima di Mantia. Il verdetto non è stato digerito dal pattinatore americano che ha puntato il dito contro l'avversario. Il motivo? Una presunta scorrettezza, con Seung Hoon Lee che a suo dire l'avrebbe beffato, tirandogli indietro il braccio in quei concitati momenti finali in cui erano fianco a fianco. Nel post-gara Mantia non è riuscito a darsi pace: "Sembrava che la mia lama fosse davanti alla sua prima della linea, e poi la sua è tornata davanti alla mia. Nella mia mente, l'unico modo perché ciò avvenga è creare slancio in avanti. Sono di parte, ovviamente, ma voglio quella medaglia".

Il regolamento di questo tipo di gare, pur richiamando gli atleti al fair play, tollera l'utilizzo di contatti e gomiti inevitabili soprattutto in situazioni come quelle relative all'arrivo. Mantia però ha sottolineato la scorrettezza dell'avversario che lo avrebbe tirato, forse anche senza rendersene conto, nella foga del momento. Dopo aver rivisto la scena durante l'intervista l'atleta statunitense non ha cambiato idea: "Mi sono sentito come se fossi stato imbrogliato, anche se non credo l'abbia fatto apposta. Sentivo come se la sua mano fosse sul mio braccio tirandomi indietro". Nessun cambio di verdetti da parte dei giudici, nemmeno dopo il ricorso del team di Mantia che torna a casa con la medaglia di bronzo conquistata nell'inseguimento maschile a squadre.

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