Il curling cambia dopo le polemiche alle Olimpiadi: perché ora ci sono due arbitri sulle piste

Lavoro extra per la World Curling Federation che in pieno svolgimento dei tornei maschili e femminili sul ghiaccio di Cortina, ha dovuto mettere mano al proprio regolamento per frenare sul nascere le forti polemiche che sono nate in pista e mettere a tacere le accuse di imbrogli e trucchi antisportivi. Così, ora sulle piste olimpiche non ci sarà solamente il classico arbitro a seguire la regolarità delle gare, bensì due per controllare ogni mossa di tutti i giocatori impegnati. Un provvedimento necessario dopo quanto è accaduto durante la partita maschile tra Svezia e Canada dove sono volate parole grosse, che ha costretto l'intervento della WCF.
Il curling cambia regole durante le Olimpiadi di Milano Cortina: a tutela dello "Spirit of curling"
Una scelta epocale, storica ma necessaria a difesa del fair play che in uno sport come il curling è base fondamentale per il buon esito di una partita. Una disciplina che si basa esclusivamente sulla reciproca sportività, sancita a chiare lettere anche nel regolamento ufficiale dove si sottolinea come i giocatori debbano avere in pista un atteggiamento esclusivamente di collaborazione, scolpite in pietra in una apposita premessa non a caso intitolata: "The spirit of curling", dove si legge come "Un vero curler non tenta mai di distrarre gli avversari né di impedire loro di giocare al meglio, e preferirebbe perdere piuttosto che vincere in modo scorretto. I giocatori non infrangono mai consapevolmente una regola del gioco" continua l'introduzione alle regole, "né mancano di rispetto alle sue tradizioni. Qualora si accorgano che ciò sia avvenuto involontariamente, saranno i primi a segnalare la violazione".

L'intervento della World Curling Federation: due arbitri in pista per controllare i comportamenti
Proprio per questo, la World Curling Federation è dovuta intervenire a partire da sabato 14 febbraio, con una mossa regolamentare che non è sfuggita ai più: invece del solito unico arbitro a bordo pista, ne sono comparsi due per ogni gara a controllare non solo ogni fase di gioco ma qualsiasi comportamento sospetto degli atleti. Questo però è accaduto solo per una giornata: già per le gare di lunedì 16 febbraio si ritornerà con il classico arbitro, mentre il secondo resterà a disposizione senza intervenire se non su richiesta esplicita di una delle due squadre. Una scelta che è stata varata in fretta e furia durante l'Olimpiadi invernali per preservarne e difenderne la sportività, senza un passo ulteriore che molti avevano richiesto, cioè l'introduzione di una sorta di VAR in caso di discussioni. La "moviola" sul ghiaccio non è infatti prevista e a Milano Cortina non c'è nemmeno la struttura per poterla usare durante tutti i tornei, ma in futuro non è escluso che sarà oggetto di valutazione federale.
Cos'è successo tra Canada e Svezia: il "doppio" tocco di una stone e gli insulti reciproci
Il motivo di questo intervento regolamentare improvviso e a suo modo epocale, è stato reso necessario dopo quanto avvenuto nella giornata del 13 febbraio quando tra Svezia e Canada è scoppiato il caos in pista: durante la gara vinta dai nordamericani, la Svezia ha accusato Marc Kennedy di aver toccato una stone dopo il rilascio del manico, contravvenendo al regolamento per cui toccare il granito è vietato e comporta la rimozione della stone.
La Svezia ha segnalato subito il problema agli arbitri, senza che vi siano stati provvedimenti per gli svedesi. Scatenando la rabbia degli scandinavi in un litigio sfociato in reciproche accuse e insulti.