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Riccardo Patrese: “Michael Schumacher oggi non sa di essere sette volte campione del mondo di F1”

Riccardo Patrese, ex pilota di Formula 1, ha parlato delle condizioni di Michael Schumacher nel corso di un’intervista: “È nel suo mondo, sono sicuro che non sappia di essere un sette volte campione del mondo”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Riccardo Patrese oggi ha 71 anni. L'ex pilota italiano ha corso in Formula 1 dal 1977 al 1993 disputando 256 Gran Premi, record rimasto imbattuto per quindici anni, vincendone sei. Nel corso della sua brillante carriera Patrese ha anche avuto modo di conoscere un giovanissimo Michael Schumacher. Nel 1993 diventa seconda guida del tedesco alla Benetton e proprio in questi giorni, in cui si è parlato tanto delle importanti novità riguardanti le condizioni fisiche di Schumacher, Patrese ha aggiunto altri particolari.

Nel corso di un'intervista rilasciata a ‘hochgepokert.com', Patresi ha parlato anche di questo: "Spero che Michael stia migliorando ogni giorno perché è un mio caro amico – ha detto -. E sono così dispiaciuto che si trovi in ​​questa situazione. Sapevo che c'erano stati sviluppi positivi sei anni fa perché c'è stato un momento in cui tutti pensavano che potesse morire. Ma è sopravvissuto all'incidente". Nel corso della chiacchierata Patrese ha poi aggiunto: "È nel suo mondo, ma riconosce le persone intorno a lui, volti familiari – e conclude -. Sono sicuro che non sappia di essere un sette volte campione del mondo".

Michaele Schumacher.
Michaele Schumacher.

Per anni, giustamente, la famiglia di Schumi ha chiesto rispetto circa le condizioni di Michael, restando nel silenzio. Nelle ultime settimane poi è emersa la notizia che Schumacher non sarebbe costretto a letto e continuerebbe a seguire la F1 e in grado di muoversi nella sua abitazione grazie a una sedia a rotelle e all’assistenza costante di medici, infermieri e terapisti. Patrese nel frattempo spiega ancora: "Ho saputo da un amico che stava migliorando sempre di più, ma non l'ho più incontrato dopo l'incidente – e aggiunge -. Si dice solo che riesca a sedersi, osservare, guardarsi intorno e stabilire un contatto visivo". A questo punto Patrese spiega cosa accadde subito dopo quella caduta di Schumi sulle nevi di Méribel, in cui il tedesco riportò una seria lesione cerebrale.

"Dopo l'incidente, ho detto a Corinna: ‘Dovrei venire e magari provare a parlargli per vedere se si sveglia e cose del genere?'. E lei mi ha risposto: ‘Non preoccuparti, Riccardo'. Ho capito che non volevano nessuno intorno a lui, tranne poche persone fidate come Jean Todt e anche Luca Badoer, perché era un amico molto intimo di Michael da quando aveva fatto i test per la Ferrari". Poi Patrese ricorda proprio quel giorno a dicembre 2013: "Seppi dell'incidente ma nessuno sapeva quanto fosse grave – spiega -. Così gli ho mandato un messaggio: ‘Stai bene, Michael?'. Purtroppo, non ha ricevuto risposta. Ho capito subito che era una cosa seria, e in quel momento è cambiato tutto. Quello è stato l'ultimo contatto che ho avuto con lui".

Schumacher con Briatore.
Schumacher con Briatore.

Patrese ricorda anche un altro momento: "Mi sono offerto di aiutarli, per vedere se sarebbe servito a qualcosa andare a trovarlo ma hanno preferito stare da soli – spiega -. Ho visto Corinna a Goodwood nel 2019, quando hanno celebrato la carriera di Michael, è stato un grande evento, ma non ho chiesto loro come stava Michael". L'ex pilota di Formula 1 italiano conclude: "Penso che Michael stia vivendo naturalmente con un grande sostegno da parte della sua famiglia – spiega -. Possiamo solo sperare che migliori e sono molto felice di sapere che Michael stia meglio, ma per quanto ne so, la sua situazione non è cambiata da diversi anni".

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