Perché Checo Perez dato per finito ha avuto un rinnovo da 100 milioni dalla Cadillac in Formula 1
Lo scorso 28 ottobre la Cadillac ha annunciato ufficialmente il rinnovo di Sergio "Checo" Perez fino al 2029, dunque con un'estensione di due anni rispetto alla scadenza originaria fissata al termine della prossima stagione. Ovviamente i termini dell'accordo non sono stati rivelati, ma secondo ESPN il 36enne pilota messicano guadagnerà nel prossimo triennio oltre 100 milioni di dollari, pari a quasi 90 milioni di euro. Una cifra davvero importante, che lo colloca tra i sei driver di Formula 1 più pagati – dietro Verstappen, Hamilton, Norris, Alonso e Leclerc – e che colpisce soprattutto alla luce del fatto che un paio d'anni fa Perez sembrava finito dopo il benservito datogli dalla Red Bull, senza alcuna possibilità di rientrare nel Circus, sia per l'età avanzata che per il rendimento a picco.
E tuttavia Checo possiede più di una dote che ha indotto la Cadillac ha farne un pilastro del proprio ambizioso progetto, che prevede l'assunzione di nuovo personale per alzare il livello di una vettura che è stata davvero deludente nella sua prima stagione in Formula 1, senza riuscire a portare a casa neanche un punto tra Perez e Bottas.
Alla fine del 2024 Checo Perez sembrava alla fine della sua avventura in Formula 1 dopo il taglio della Red Bull
Un cambio di prospettiva incredibile per il messicano, se solo si va indietro al termine della stagione 2024, quando dopo un'annata disastrosa – con zero vittorie, solo quattro podi e un crollo di prestazioni evidente soprattutto nella seconda metà, il che costò la perdita del Mondiale costruttori alla Red Bull – la scuderia di Milton Keynes lo fece fuori anticipatamente nonostante avesse un contratto fino al 2026.
A quasi 35 anni, con la griglia piena e il confronto interno con Verstappen brutalmente impietoso, molti lo davano per finito ai livelli alti dell'automobilismo. Perez è stato fermo per tutto il 2025, poi l'avvento della Cadillac in Formula 1 come undicesimo team è stato la classica occasione d'oro: non certo un top team, ma comunque un modo per rientrare nel grande giro ed essere pagato profumatamente per farlo. Checo era l'uomo giusto al posto giusto col profilo giusto.
Perché il messicano vale così tanto per la Cadillac, che gli darà 100 milioni in tre anni
Per spuntare un rinnovo quello sì da top driver, che rappresenta il suo miglior contratto di sempre, Perez ha messo sul piatto svariati punti forti agli occhi della Cadillac, e la velocità in pista non è tra questi. In primis il valore commerciale e di brand: Checo ha tuttora un appeal enorme in Messico e America Latina, che è ovviamente un plus gigantesco per lo storico marchio automobilistico statunitense di lusso, di proprietà del gruppo General Motors.
Poi c'è anche la componente sportiva: Perez, pur non più nel suo ‘prime' ad essere generosi, porta tonnellate di esperienza in Formula 1 a un team completamente nuovo. Correndo nel GP di casa lo scorso weekend è arrivato a quota 300 partenze, un traguardo tagliato da pochissimi nella storia. Costruire un progetto da zero richiede piloti collaudati, che siano in grado di dare a ingegneri e meccanici dei feedback affidabili e che garantiscano stabilità. Il messicano – ma anche Bottas, che invece potrebbe essere messo alla porta dalla Cadillac – è stato scelto proprio per questo.
Insomma nel ‘pacchetto Checo' la Cadillac non paga i punti mondiali, sperando comunque che arrivino prima o poi, ma tutto il resto spendibile nel profilo del pilota di Guadalajara: volto, sponsor, esperienza, continuità. Il prezzo è alto, ma evidentemente è ritenuto ben pagato…