Il GP di Stiria, quinto appuntamento con il Mondiale 2020 della MotoGP, non è uno di quei gran premi che Valentino Rossi ricorderà con piacere. Dopo la deludente qualifica (finita già nel Q1 con una rovinosa scivolata in pista) il Dottore sul tracciato di Spielberg, strepitosa partenza a parte in gara-1 (nella quale ha recuperato cinque posizioni), è stato protagonista di una corsa anonima (anche dopo la ripartenza seguita alla bandiera rossa) con la sua Yamaha mai in grado di tenere testa ai più potenti motori delle KTM, delle Ducati, delle Suzuki e anche della Honda del team LCR di Nakagami. Un 9° posto finale che di certo non accontenta il nove volte iridato che alla vigilia del week end si aspettava invece di far meglio di quanto fatto la domenica precedente nel GP d'Austria (quando chiuse 5°).

Dopo il grande spavento vissuto una settimana prima con la moto di Morbidelli schizzata in aria e passata a meno di un metro dalla sua testa, questa volta il Dottore ha fatto solo da spettatore al clamoroso episodio che ha coinvolto il compagno di squadra Maverick Vinales costretto a saltare in corsa dalla sua M1 rimasta senza freni a 250 Km/h. E proprio di questo ha parlato Valentino Rossi al termine del GP di Stiria: "Quella vissuta da Vinales, il fatto di restare senza freni, è una delle paure più grandi dei piloti – ha rivelato infatti il 41enne di Tavullia –. Qui in tanti hanno sofferto per i freni e noi della Yamaha in modo particolare: abbiamo parlato con la Brembo e cambiato le pinze, ma finché giri da solo va bene, è quando sei in scia agli altri che le cose cambiano del tutto e si alzano le temperature. A Maverick è successo, ha visto il fumo ed è stato bravo e lesto a buttarsi giù".

Proseguendo poi Valentino Rossi ha anche analizzato nel dettaglio quali sono state le sue difficoltà in gara e quali i problemi della Yamaha su questo tracciato (dato che anche gli alfieri del team satellite Petronas Fabio Quartararo e Franco Morbidelli hanno faticato parecchio sul Red Bull Ring): "Noi, su questa pista in particolare, perdiamo molto sul dritto, prendiamo l'aria calda degli altri e andiamo in difficoltà in frenata. Il problema è sempre quello, negli ultimi 2 anni la differenza in rettilineo è probabilmente raddoppiata – ha evidenziato l'esperto pilota marchigiano –La velocità di punta non è mai stata un nostro punto di forza, ma recuperavamo in curva: ora la nostra moto si guida sempre bene in curva, ma vanno forte pure le altre ed è rimasto il gap sul dritto.

Quello che guadagni sul dritto – ha poi aggiunto – è importante perché ti arriva più facilmente, mentre quello che recuperi in curva incide su altre cose come le gomme e i freni e così fatichiamo. Speravo che il fresco potesse aiutarci, ma la media in gara-1 non ha funzionato, un po' come per Dovizioso, e se la gomma scivola inizia ad andare sempre peggio perché si muove tutto. Speriamo che a Misano – ha concluso il Dottore –, dove la Yamaha storicamente va forte, possa andare meglio".