Kimi Antonelli sbatte a Baku e non vuole fermarsi, in radio l’appello disperato: “Fammi provare”

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La delusione di Kimi Antonelli per l'errore che ha provocato l'impatto in qualifica.
La sequenza delle comunicazioni con l’ingegnere di pista spiega lo stato d’animo del pilota Mercedes. Reagisce, insiste, prende atto, si arrende. “Errore stupido”.

"Fammi provare, amico! Fammi provare!". Kimi Antonelli ha appena commesso l'errore che ha mandato a muro la Mercedes e lo costringerà a partire dalla 16ª posizione in griglia. E non vuole accettare che la sua qualifica per il GP di F1 a Baku sia già finita. Il Team Radio disperato subito dopo l'incidente racconta la rabbia del pilota che ha sprecato una grande occasione e cerca una soluzione per rimediare. La comunicazione con Peter Bonnington spiega bene qual è lo stato d'animo del driver che fa di tutto per non arrendersi all'evidenza, ma la voce che arriva dai box lo gela: deve fermarsi per forza: "Ne sei sicuro?". "Affermativo, parcheggia in un punto sicuro". Il danno riportato non è cosa da poco.

Il leader del Mondiale sa di avere tra le mani una vettura da prima fila ed è proprio questo a rendere più pesante l'episodio. E poi c'è il compagno di scuderia, George Russell, che ha sfruttato la situazione per conquistare la pole staccando di 8 decimi il ferrarista Charles Leclerc, a rendere più amaro il contesto. "Ho commesso uno sbaglio abbastanza sciocco, si poteva evitare facilmente. Sono molto arrabbiato con me stesso. Ed è un ottimo promemoria del fatto che le cose non vanno sempre come vorrei, quindi devo fare molto meglio".

Antonelli sbatte contro il muro in curva 1 e danneggia la Mercedes

L'incidente di Kimi Antonelli si verifica quando mancano circa 7 minuti alla fine del Q1, in quel momento ha il sesto tempo in classifica generale. Il pilota affronta curva 1 ma passa troppo radente al muro e lo urta con la ruota anteriore sinistra: l'impatto ha provocato un danno a tirante dello sterzo, la vettura non è più in condizioni di proseguire.

La disperazione di Kimi nel Team Radio con Mercedes

Il botta e risposta tra Antonelli e l'ingegnere di pista, Bonnington, restituisce la grande delusione del pilota: reagisce, insiste, accetta, si arrende. La sequenza della comunicazione dura pochi attimi: "Meglio se accosti, non riusciremo a risolvere il problema", gli dicono dai box ma il pilota non ha intenzione di cedere. Spera di avere ancora una possibilità, magari rientrando in garage per le riparazioni ma la versione del muretto è categorica: la macchina non può essere aggiustata in tempo utile.

Quando chiede perché, fa un tentativo estremo. Ma l'evidenza dei fatti lo smorza definitivamente: "Sembra che abbiamo danneggiato il tirante dello sterzo o il montante. Quindi sì, è un lavoro piuttosto impegnativo". Non può correggere ciò che ha fatto in pista. Ascolta e prende atto: "Ragazzi, mi dispiace, mio Dio".

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Il momento dell'incidente avvenuto in curva 1 sulla pista di Baku.

Antonelli non cerca attenuanti: "L'errore è stato mio"

Antonelli spiega che l'aderenza aumentava rapidamente di giro in giro e che all'anteriore aveva trovato molto più grip rispetto al passaggio precedente. Il chiarimento sulla dinamica dell'errore, però, non è una scusa. "Ho giudicato male il grip e ho colpito il muro. Questo errore è un buon modo per tornare sulla terra. Non serve essere davanti a tutti tutte le volte, anche perché possono verificarsi situazioni del genere. È stato davvero un errore molto stupido".

Partirà dal 16° posto e magari, se tutto andrà bene, potrà riproporre l'entusiasmante rimonta di Monza. Ma in questo momento gli passa altro per la testa: "La macchina è davvero molto veloce. Credo che provare a vincere sarà molto difficile, Russell sta andando forte. Cercheremo di fare del nostro meglio". La presa di coscienza c'è stata, il prossimo passo è capire quanto potrà effettivamente recuperare. Ma questo lo scoprirà solo correndo, con più giudizio.

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