Il tremendo incidente di Bearman in Giappone avvera le paure sulla nuova F1: è vittima del superclipping

Non è stato solo un brutto incidente. Quello che è successo a Oliver Bearman al giro 22 della gara del GP del Giappone della Formula 1 2026, vinta poi da Kimi Antonelli, è il momento in cui una paura coltivata per mesi ha preso forma davanti agli occhi di tutti. La Haas del pilota inglese è finita violentemente contro le barriere dopo una manovra evasiva resa necessaria dalla presenza della Alpine di Franco Colapinto, molto più lenta nel tratto che porta alla Spoon. È lì che il tema del superclipping, fino a quel momento raccontato come stortura tecnica del nuovo regolamento 2026, è diventato un problema concreto di sicurezza.
La dinamica è la più inquietante perché fotografa esattamente ciò che diversi piloti avevano già segnalato prima della gara. Con queste vetture, infatti, può succedere che una monoposto rallenti in modo sensibile anche in un tratto veloce per recuperare energia e ricaricare la batteria. Non è un errore del pilota davanti e non è necessariamente una manovra scorretta: è l'effetto collaterale di una Formula 1 in cui la gestione dell'energia condiziona la velocità in maniera innaturale. La FIA, non a caso, era già intervenuta a Suzuka, ma solo per le qualifiche, abbassando da 9 a 8 MJ il limite di energia recuperabile nel tentativo di ridurre lift and coast e superclipping. In gara, però, il rischio è rimasto tutto lì.
Bearman se l'è trovato davanti nel modo peggiore possibile: in un punto rapidissimo, con pochissimo tempo per capire e ancora meno per reagire. Ha provato a evitare Colapinto, è finito sull'erba e da quel momento non ha più potuto controllare la macchina. La FIA non ha ritenuto necessario aprire un'investigazione, segno che non c'è stata una colpa evidente del pilota argentino. Anche il team principal della Haas, Ayao Komatsu, ha indicato altrove la chiave dell'accaduto: "Aveva una velocità di avvicinamento enorme rispetto alla macchina che aveva davanti, quindi ha dovuto fare una manovra per evitarla, è finito sull'erba e si è schiantato", vale a dire che il vero problema è stata l'enorme differenza di velocità tra due auto nello stesso punto della pista.

È per questo che il botto di Suzuka pesa più del singolo episodio. Per settimane si era discusso del fatto che le nuove F1 rallentassero improvvisamente nei tratti più veloci proprio mentre dovrebbero essere al massimo della prestazione. Le analisi sulle velocità viste in Giappone già dalle prove libere avevano già mostrato perdite enormi nei punti ad alta percorrenza, alimentando dubbi non solo sullo spettacolo ma anche sulla sicurezza. L'incidente di Bearman ha dato a quei timori una conferma brutale.

Per fortuna, l'esito è stato molto meno grave di quanto le immagini facessero temere. Bearman è uscito dalla macchina zoppicando, è stato portato al centro medico e gli esami hanno escluso fratture. L'aggiornamento arrivato poco dopo ha rassicurato il paddock: 50 G di decelerazione per l'impatto di Bearman, ma solo una contusione al ginocchio destro. La FIA con una nota ha annunciato che ci saranno delle riunioni sul tema: "Sono stati programmati diversi incontri ad aprile per valutare il funzionamento dei nuovi regolamenti e stabilire se siano necessari degli aggiustamenti". Resta però il dato politico e sportivo: a Suzuka la nuova F1 2026 ha mostrato che il superclipping non è soltanto una "stortura" del regolamento. Può diventare, quando meno te l'aspetti, un pericolo vero.