Hamilton non ha dubbi sulla Ferrari SF-26 dopo il miglior tempo nei test F1: “È più divertente”

La Ferrari esce dallo shakedown collettivo al Montmelò con la cosa che conta di più a gennaio: chilometri e una macchina che, per ora, non presenta inciampi grossi. Nell'ultima giornata di prove la SF-26 ha completato 145 giri, con Charles Leclerc al mattino e Lewis Hamilton al pomeriggio, dentro un programma costruito per mettere a punto assetti e procedure senza inseguire titoli di giornata.
Il bilancio della tre giorni "utilizzabile" (su cinque complessivi della settimana) racconta 2.050 km percorsi: un numero che per Maranello vale come prima risposta sul fronte affidabilità prima di spostare tutto in Bahrain. E in mezzo c'è anche il riferimento cronometrico migliore dell'intero test, con il sette volte campione del mondo che ha piazzato un 1'16″348: un tempo che, in una settimana chiusa al pubblico, resta non ufficiale ma indicativo del momento in cui la squadra ha iniziato a spingere un po' di più per capire il limite.

Più che il tempo e i numeri, però è un'altra la cosa emersa da questi primi test che fa sorridere il 41enne di Stevenage, cioè il feeling con una SF-26 che sembra aver già nettamente vinto il confronto con quella SF-25 che tanto lo ha fatto penare nella sua prima stagione da pilota Ferrari . "La nuova generazione di auto è in realtà un po' più divertente da guidare. La macchina è sovrasterzante, scattante e scorrevole. È un po' più facile da riprendere e direi decisamente più piacevole". Una frase che spiega, in modo semplice, il cambio di sensazione: la macchina è più “mobile”, meno inchiodata e più gestibile quando perde aderenza.
Il lavoro a Barcellona è servito anche perché Ferrari è tra le squadre che hanno girato sia sul bagnato sia sull'asciutto, raccogliendo dati utili su una vettura nuova e su condizioni che spesso in inverno non capitano. Hamilton lo ha detto chiaramente: "Guidare in condizioni di bagnato all'inizio si è rivelato un'esperienza preziosa, soprattutto con una vettura nuova, e nel complesso il nostro è stato un avvio solido".

Il team principal Fred Vasseur ha tenuto la barra sul messaggio più concreto: base solida e metodo, prima di qualsiasi gerarchia. "Possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto qui a Barcellona. L'obiettivo primario era verificare che tutti i sistemi della vettura rispondessero correttamente e accumulare più dati possibile, e i 440 giri totali confermano che la base è solida" è stato infatti il commento del manager francese.
Adesso la Ferrari SF-26 torna a Maranello sotto forma di numeri e sensazioni: correlare i dati con simulatore e fabbrica, scegliere le direzioni e arrivare a Sakhir con un piano più aggressivo. Perché, come ha ricordato Hamilton senza giri di parole, "Non ci facciamo illusioni, sappiamo che c'è del lavoro da fare".