Tre curve, una manciata di minuti e un pugno di mosche nelle mani al posto del volante. Tanto è durato il Gran Premio di Stiria per Sebastian Vettel. Peggio di così non poteva andare. Peggio di così sembrava impossibile fare dopo i giorni delle libere e delle qualifiche che avevano alimentato forti perplessità sulle vetture del Cavallino. Decima posizione per il tedesco, quattro posti più indietro in griglia per il collega di scuderia: è bastato già questo per togliere ogni speranza dopo l'illusione del podio conquistato nel primo appuntamento mondiale.

Il "peggio di così" è capitato quando Charles Leclerc, nel tentativo di guadagnare metri e posizioni, ha travolto la vettura di Vettel: con entrambe le monoposto compromesse al team di Maranello null'altro è rimasto che alzare bandiera bianca. E se il pilota monegasco s'è assunto tutta la responsabilità per quella staccata azzardata, di rimando è grande la delusione per il quattro volte campione del mondo tedesco che contava di riscattare la prova opaca di sette giorni fa.

Invece, è andato tutto storto e quando "Seb" racconta la propria versione dei fatti lo fa con una smorfia che fotografa in pieno il momento che sta vivendo. Sa che andrà via dalla Ferrari, non ci sta a farlo in questo modo così disastroso.

Mi trovavo in curva 3 e avevo accanto a me altre due auto – ha spiegato Vettel nel corso delle interviste del dopo gara –. Poi è successo che Charles ha preso la traiettoria interna, non mi aspettavo che facesse una cosa del genere e me lo ritrovassi all'interno. Non c'era abbastanza spazio per attaccare. Avremmo dovuto evitare questo incidente ma dal punto di vista personale potevo fare ben poco. Ho cercato di tenere la posizione per sfruttarla in occasione del rettilineo ma è stato impossibile perché ho capito che la vettura aveva riportato un danno. Peccato non aver potuto provare il passo gara.