La pole da record di Lewis Hamilton (90sima in carriera) ha catturato le luci dei riflettori nelle qualifiche del Gran Premio d'Ungheria. Il campione del mondo inglese è riuscito a tenere a bada anche la concorrenza di Bottas – compagno di scuderia – e a confermare il dominio delle Mercedes anche in questa stagione anomala della Formula Uno, condizionata dalla pandemia da coronavirus e articolata in base a un calendario rivoluzionato nei tempi e nei circuiti. All'Hungaroring la doppietta delle "frecce d'argento" è stata scandita dal duello nella Casa tedesca. Basta dare un'occhiata ai tempi: 1:13.447 quello di Lewis che ha preceduto il finlandese staccato di pochi millesimi (+107).

Il parziale dei 3 settori della pista magiara ha ribadito lo strapotere della Mercedes, compresi i risultati della Racing Point (che montano sulle monoposto il motore dal marchio tedesco). E le Ferrari? Sono apparse in difficoltà nella parte iniziale del tracciato e, più ancora, hanno evidenziato uno dei limiti già emersi nelle prime uscite, ovvero ritrovarsi con una vettura apparsa addirittura più lenta rispetto alla scorsa stagione. La griglia scaturita dalle qualifiche è la fotografia della situazione attuale, con le Rosse in terza fila: Vettal quinto (+1.327), Leclerc sesto (+1.370). La nota lieta? Il passo evidenziato della "prove libere 3" con la buona performance del monegasco.

Cosa emerge dalle qualifiche? Le prime quattro posizioni appannaggio della "stella a 3 punte" dicono già tutto e chiariscono i rapporti di forza (anche) sull'asfalto ungherese mentre tutti i limiti della scuderia di Maranello diventano evidenti in particolare sulla linea del traguardo: è in quel settore che le monoposto del Cavallino mostrano i limiti e la sofferenza di un motore che non eccelle in potenza. Nonostante tutto, è andata meglio che in Stiria. Parola alla pista per la gara di domenica che può segnare il riscatto dopo il disastro in Austria.