Cedric Sbirrazzuoli è morto il giorno del suo 39° compleanno: lutto nel motorsport
Il mondo del motorsport GT e dell'endurance piange la scomparsa di Cédric Sbirrazzuoli, pilota monegasco morto il 20 agosto 2026, proprio nel giorno del suo 39° compleanno, dopo una breve battaglia contro un tumore.
Una notizia che ha colpito profondamente il paddock internazionale e che arriva a pochi mesi dal matrimonio con la moglie Martina, celebrato nel giugno scorso.
Dagli inizi con Lamborghini al lungo legame con Ferrari e AF Corse
Nato a Monaco nel 1987, Sbirrazzuoli aveva iniziato la propria carriera nel motorsport a metà degli anni Duemila, cimentandosi inizialmente con le monoposto. Il passaggio alle vetture a ruote coperte aveva poi aperto una lunga parentesi nel mondo GT, categoria nella quale il pilota monegasco aveva costruito gran parte della propria esperienza internazionale.
Tra i primi passi più significativi c'era stata l'esperienza come pilota junior Lamborghini, con la partecipazione a diversi campionati e categorie, tra cui GT4, GT2 e Porsche Carrera Cup. Nel suo percorso aveva inoltre preso parte a competizioni monomarca come il Trofeo Maserati e il Lamborghini Super Trofeo.
Il rapporto destinato a durare più a lungo era però quello con AF Corse, realtà che gli aveva permesso di entrare nel programma Ferrari GT3. Sbirrazzuoli aveva così avuto l'opportunità di guidare alcune delle principali vetture da competizione del Cavallino, dalla 458 Italia GT3 alla 488 GT3, fino alla più recente 296 GT3.
Con le vetture Ferrari aveva corso in numerose competizioni internazionali, tra cui European Le Mans Series, Asian Le Mans Series e GT World Challenge Europe e America. Nel suo curriculum figuravano inoltre esperienze nel campionato italiano GT e, soprattutto negli ultimi anni, nell'IMSA WeatherTech SportsCar Championship, una delle principali serie endurance al mondo.
Il legame con Monaco aveva rappresentato un elemento importante anche nella sua formazione sportiva. In una precedente intervista aveva raccontato quanto vedere ogni anno il Gran Premio di Monaco e la Formula 1 correre per le strade della sua città natale avesse contribuito ad alimentare la sua passione per il motorsport.
Sbirrazzuoli, i successi nell'endurance e il cordoglio del mondo delle corse
Tra i momenti più importanti della carriera di Sbirrazzuoli c'è stato il 2024, stagione nella quale aveva affrontato l'Endurance Cup IMSA in classe GTD con la Ferrari 296 GT3 numero 34 di Conquest Racing, condivisa con Albert Costa e Manny Franco.
L'annata aveva regalato diversi risultati di rilievo, a partire dai podi ottenuti alla Rolex 24 di Daytona e alla Sahlen's Six Hours of the Glen. Il momento più prestigioso era però arrivato alla Petit Le Mans di Road Atlanta, dove Sbirrazzuoli e i suoi compagni di squadra avevano conquistato la vittoria nella propria classe.
Nel palmarès del pilota monegasco figurava anche il successo nella categoria Invitational alla Bathurst 12 Hour, ottenuto con T2 Racing. Nel 2025 era poi tornato in pista con Conquest Racing, prendendo parte agli appuntamenti di Daytona e Sebring.
La notizia della sua morte è stata comunicata da AF Corse, che ha voluto ricordarlo non soltanto come un pilota di talento, ma anche come una persona determinata, professionale, autentica e solare. Il messaggio della squadra ha sottolineato come la sua gara si sia fermata troppo presto, ma che il suo ricordo continuerà a vivere nel mondo delle corse.
Numerosi sono stati anche i messaggi arrivati dagli altri protagonisti del paddock. Tra questi quello della pilota danese Michelle Gatting e soprattutto di Albert Costa, suo compagno di squadra nell'IMSA, che lo ha ricordato come un grande amico oltre che come un eccellente teammate.
La scomparsa di Sbirrazzuoli lascia quindi un vuoto nel panorama GT e endurance internazionale. La sua carriera, costruita tra monoposto, Lamborghini, Ferrari, AF Corse e Conquest Racing, lo aveva portato a gareggiare sui circuiti più importanti del mondo e a conquistare risultati di prestigio. A soli 39 anni, la sua storia sportiva si interrompe prematuramente, lasciando però un ricordo significativo tra squadre, colleghi e appassionati.