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Bagnaia spiega le differenze tra la sua Ducati e quella di Marquez: “Abbiamo scelto strade diverse”

Pecco Bagnaia spiega perché lui e Marc Marquez hanno seguito due strade differenti sulla Ducati GP25. Differenze sulle moto che hanno alimentato polemiche e sospetti, ma che il pilota piemontese ridimensiona svelando le logiche interne del team.
A cura di Michele Mazzeo
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La stagione 2025 di Pecco Bagnaia è stata ben lontana dagli standard a cui aveva abituato la MotoGP negli ultimi anni. Un'annata complessa, segnata da risultati discontinui e da una difficoltà strutturale nel trovare l'equilibrio giusto, che il pilota piemontese ha raccontato senza filtri nel podcast Supernova condotto da Alessandro Cattelan.

Il 28enne di Chivasso ha spiegato come, dopo quattro stagioni chiuse sempre tra il primo e il secondo posto in classifica, il 2025 lo abbia messo davanti a uno scenario inedito, in cui non è mai riuscito a essere costantemente competitivo. Una condizione che ha inciso anche sul modo di vivere il campionato, tra difficoltà tecniche, errori e una gestione diversa dei weekend di gara.

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È qui che si inserisce uno dei temi più discussi dell'anno: il confronto interno con il compagno di squadra Marc Marquez che invece ha dominato il campionato conquistando il suo nono titolo iridato con largo anticipo, e il diverso rendimento dei due piloti pur guidando la stessa Ducati GP25. Un tema che ha alimentato polemiche e sospetti, ma che il tre volte campione del mondo ha ricondotto a una spiegazione chiara e lineare.

Due filosofie diverse sulla stessa Ducati

Bagnaia ha chiarito come all'interno di Ducati lo sviluppo della moto possa essere indirizzato seguendo più direzioni contemporaneamente, in base allo stile di guida dei piloti. Una filosofia diversa rispetto a quella vissuta dallo stesso Marquez in Honda, dove lo sviluppo era fortemente orientato sulle sue esigenze.

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Nel 2025, infatti, il box Ducati ha lavorato con due specifiche di carena differenti, scelte proprio per rispondere a esigenze opposte. Il torinese lo ha spiegato senza ambiguità: "Quest'anno abbiamo lavorato con due specifiche di carena diverse: io prediligo la guidabilità della moto, mentre lui preferisce che sia più puntata verso il posteriore. Quindi abbiamo seguito due strade diverse" ha difatti chiarito svelando di fatto quale sia quel 5%-10% di differenza tra le due moto di cui aveva parlato il collaudatore Michele Pirro nell'intervista esclusiva rilasciata a Fanpage. Una scelta che ha permesso a entrambi di adattare la GP25 alle proprie caratteristiche, ma che ha inevitabilmente prodotto sensazioni e rendimenti differenti in pista, soprattutto nelle fasi cruciali del campionato.

Il pilota italiano ha poi voluto chiarire anche un altro punto centrale, spesso finito al centro del dibattito: la gestione degli aggiornamenti tecnici. Bagnaia ha ribadito che non esistono corsie preferenziali all'interno del team ufficiale e che la linea è uguale per entrambi i piloti: "Siamo gestiti nella stessa identica maniera". Se un componente non è disponibile per tutti, non viene utilizzato, una filosofia che secondo Pecco è uno dei pilastri della crescita recente della Ducati in MotoGP.

Il 2025 è diventato così un anno di transizione e di consapevolezza per Bagnaia, chiamato a ripartire facendo tesoro delle difficoltà vissute. E il confronto con Marc Marquez, più che una frattura interna, resta la fotografia di due interpretazioni diverse della stessa moto, all'interno di un progetto che continua a muoversi su binari condivisi.

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