Alonso si sfoga contro il motore Honda dopo l’umiliazione a Singapore: “È ridicolo, dà energia dove non serve”
Fernando Alonso pensava di poter attaccare Sergio Perez. Pochi secondi dopo ha visto la Cadillac allontanarsi e la Red Bull di Isack Hadjar sfilargli accanto. Dall'abitacolo dell'Aston Martin in radio è partita prima una risata, poi la frase che fotografa il suo GP di Singapore: "Ahah. Energia. Questo motore è ridicolo".
Dopo il 16° posto il 45enne di Oviedo ha spiegato che il problema non era soltanto la potenza: la power unit Honda non distribuiva correttamente l'energia elettrica. "Non veniva erogata nel posto giusto e nel momento giusto, soprattutto dopo le Virtual Safety Car". In alcuni rettilinei lo spagnolo ha stimato di perdere tra 200 e 300 metri rispetto alle vetture che seguiva.
Aston Martin aveva già provato a intervenire. Dopo il 17° posto in qualifica, sulla AMR26 del due volte campione del mondo è stata sostituita la power unit sulla base del suo feedback, compreso il turbo, obbligandolo a partire dalla pit lane. Il turbo lag è migliorato, il deployment no. Fernando ha raccontato di avere avuto la sensazione che la macchina "non sapesse in quale punto del giro si trovasse": energia disponibile dove serviva meno e assente nelle accelerazioni. Honda aveva confermato già sabato la decisione di cambiare la PU proprio dopo le indicazioni del pilota.
È l'ultimo capitolo di una stagione iniziata malissimo tra Aston Martin e Honda. In Australia le vibrazioni del V6 erano così forti da danneggiare le batterie e lasciare il team quasi senza ricambi. Alonso fece notare pubblicamente che Honda forniva soltanto Aston Martin. In Cina quelle vibrazioni divennero anche un problema fisico: dopo una trentina di giri disse di non sentire più mani e piedi e si ritirò. Adrian Newey aveva già avvertito che le sollecitazioni rischiavano di provocare danni ai nervi delle mani dei piloti.
A giugno, a Barcellona, arrivò la fotografia più dura: "Sapevamo di avere la macchina peggiore e il motore peggiore". Alonso mise insieme mancanza di potenza, deployment dell'energia, cambio e aerodinamica. Honda nel frattempo aveva migliorato l'affidabilità, mentre Newey ammetteva che vibrazioni e problemi di integrazione della power unit avevano contribuito anche al sovrappeso della AMR26.
Dopo la pausa estiva Honda ha portato a Zandvoort una nuova specifica. Il classe '81 ha chiuso nono, ma segnalava ancora problemi di guidabilità, scalate e freno motore irregolari. A Monza la mancanza di potenza è tornata evidente. Fernando ha comunque ribadito di avere "fiducia al 100%" in Honda, aggiungendo però di non voler aspettare cinque o sei anni per tornare competitivo.
Singapore avrebbe dovuto aiutare Aston Martin perché Marina Bay penalizza meno la velocità pura sui rettilinei. Una settimana prima Alonso era arrivato ottavo a Sepang. È successo l'opposto: fuori in Q1, partenza dalla pit lane, 16° al traguardo e una power unit nuova che continuava a distribuire male l'energia. Honda e Aston Martin devono ora capire perché il problema sia riapparso proprio nel circuito che avrebbe dovuto nasconderlo.