Paul Seixas è superiore a Tadej Pogacar? Abbiamo messo a confronto dati e valori: a volte è già così

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L’impresa di Paul Seixas al Lombardia ha riaperto il confronto con il cannibale e dominatore moderno, Tadej Pogacar: esprimendo valori anche superiori allo sloveno, in vista di un 2027 che si preannuncia una nuova era del ciclismo.

"Tadej dovrà anticipare il rientro dalle vacanze se vorrà farsi trovare pronto per la prossima stagione". Con questa battuta sagace Marc Madiot, oggi commentatore sportivo e già vincitore di due edizioni della Parigi-Roubaix negli anni '80, ha messo i puntini sulla sfida, al momento solo a distanza e sulla carta, tra il cannibale del ciclismo moderno e l'enfant prodige che si sta materializzando all'orizzonte, Paul Seixas. Il vincitore del Lombardia 2026, il più giovane di sempre, riuscendo a infrangere un record che resisteva da ben 121 anni, con numeri e wattaggi da capogiro.

Se si dovessero riportare anche altre considerazioni attorno alla performance di Seixas alla Monumento delle foglie morte non basterebbe una mezza giornata, avendo ricevuto universalmente l'appaluso di chiunque non solo si intenda di ciclismo ma sia semplicemente appassionato di sport. Perché quando visto nel circuito finale attorno a Como, nelle tre iconiche salite dal Ghisallo con la sua straordinaria cornice di pubblico, al Muro di Sormano, fino al Civiglio laddove il francesino della Decathlon ha sferrato l'attacco vincente. E impressionante.

Seixas imita Pogacar sul Civiglio: progressione irresistibile

Perché ciò che ha fatto Seixas sui 4.2 chilometri del Civiglio  ad una media del 9% e con picchi al 14% è stato semplicemente impressionante, richiamando alla mente il confronto massimo, proprio con il grande assente della corsa, Tadej Pogacar, il dominatore delle Foglie Morte, di cui non a caso si è imposto consecutivamente nelle ultime cinque edizioni. Seixas ha richiamato lo sloveno soprattutto per la tipologia di attacco sferrato: nessuno strappo improvviso, ma una progressione devastante, costante e insostenibile per tutti, anche per gli ultimi due "umani" a resistere, Giulio Ciccone e Enric Mas. Proprio nel perfetto "stile" che Pogacar ha mostrato quale proprio marchio di fabbrica, imponendo la sua legge anche da distanze per altri siderali.

Seixas contro Pogacar: i dati che eleggono il francese sui livelli di Pogi

Ma c'è di più, perché se la sensazione umanamente condivisa è di essere di fronte ad un nuovo emergente, straordinario prodigio del ciclismo moderno, andiamo oltre sentimentalismi e passione. Facciamo parlare i numeri, che mai mentono. Paul Seixas si è divorato il Civiglio come nessun altro, ristabilendo il record di ascesa polverizzando i precedenti, il cui massimo era proprio in mano a Pogacar. Come? Iniziamo dal cronometro che non mente mai: Seixas è arrivato in cima in 11 minuti e 54 secondi, cancellando il record del 2022 di Pogi che c'era riuscito in 12minuti e 32 secondi, distanziato di quasi 40 secondi, un gap enorme.

E poi i wattaggi, i dati che esprimono la potenza e di cui il ciclismo moderno si alimenta: Seixas ha sviluppato ben 460 watt medi che, considerando il suo peso stimato tra i 58-60 kg, definisce una potenza specifica mostruosa, compresa tra i 7,6 e i 7,9 W/kg per circa 12 minuti di sforzo continuativo. Arrivati alla conclusione di una Monumento di oltre 250 km. Una prestazione da iperuranio del ciclismo moderno, che richiama le imprese di Pogacar, che nel 2024, sul Plateau de Beille al Tour de France salì a circa 7,0 W/kg, ma sostenuta per una durata nettamente superiore, quasi 40 minuti di ascesa. in questo caso Seixas, su uno sforzo anche se più breve, è riuscito ad alzare ulteriormente l'asticella dell'intensità pura, toccando valori da cronoscalata secca, pur trovandosi nella sesta ora di gara.

Nello stesso anno solare, ancora Pogacar, questa volta al Giro sulla salita di San Luca, era riuscito ad esprimersi in scatti di pura potenza con picchi da 7,3/7,5 W/kg. In questo caso, il confronto appare più calzante e Seixas sul Civiglio ha fatto registrare dati persino superiori su pendenze in doppia cifra.

Concludendo, sebbene Tadej Pogacar mantenga ancora oggi una completezza unica al mondo sia sulle tre settimane dei Grandi Giri che  nelle volate ristrette sul terreno delle grandi salite e degli attacchi da lontano, Paul Seixas ha dimostrato di essere, fin da ora, assolutamente al suo livello, trasformando i grandi appuntamenti del 2027 in uno scontro generazionale imperdibile. Dunque qual è la conclusione? Che siamo solo all'inizio e come dice il sapiente Madiot che Pogi anticipi il rientro dalle sue "vacanze" perché il bello deve ancora arrivare.

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