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L’UCI scrive alle squadre e ciclisti: GPS obbligatorio nelle gare, per evitare un altro caso Furrer

L’Unione Ciclistica Internazionale ha diramato una nota ufficiale a Team e corridori perché si adoperino nei tempi più brevi possibili di sistemi GPS per la tracciabilità. Sistema di sicurezza che diverrà obbligatorio e su cui si sta lavorando dal settembre 2024 quando la giovane svizzera Muriel Furrer perse la vita perché soccorsa in colpevole ritardo.
A cura di Alessio Pediglieri
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A distanza di un anno e mezzo dalla tragica scomparsa della giovane ciclista Muriel Furrer che morì durante i Mondiali femminili di ciclismo in Svizzera nel settembre 2024, l'UCI ha compiuto un ulteriore passo concreto verso l'aumento della sicurezza dei corridori in tutte le gare patrocinate: l'introduzione obbligatoria del sistema GPS, il tracciamento che avrebbe potuto salvare la vita alla svizzera, rimasta senza soccorsi per ore.

Tutti sono caldamente invitati a provvedere ad aggiornarsi sulle misure di sicurezza che potrebbero evitare ulteriori tragedie come quella di Zurigo nel settembre 2024 quando la svizzera Muriel Furrer cadde in un fossato e venne recuperata solamente a distanza di ore con un ritardo che risultò fatale per la giovane ciclista. Un episodio che commosse il mondo del ciclismo e dello sport in generale e che aprì le porte all'introduzione di nuove misure atte a prevenire episodi del genere. Dopo un anno e mezzo di valutazioni, l'UCI, l'Unione Ciclistica Internazionale, ha deciso di rompere ogni indugio inviando una lettera formale a ciclisti e Team.

Non c'è nulla di impositivo, ancora si sta lavorando su protocolli da adottare in modo univoco e alla strumentazione più adeguata perché sia funzionale allo scopo. Intanto, la comunicazione ufficiale c'è ed un punto di non ritorno. Per l'UCI il dispositivo di tracciamento, "dovrà diventare obbligatorio e essere introdotto gradualmente in tutte le categorie di eventi" senza che vi siano dei parametri indotti o decisi dall'organismo presieduto da David Lappartient. Ognuno potrà studiare o accordarsi con aziende che potrebbero agevolare l'utilizzo dei GPS, "un sistema che consenta un accesso aperto alla fornitura di tali servizi".

Nel comunicato, infatti, l'UCI non vieta a nessun Team di prendere accordi privati con partner per lo sviluppo dei sistemi di tracciabilità che via via saranno comunque soggetti all'omologazione finale. Con un'unica richiesta: gli apparecchi serviranno unicamente al rilevamento della posizione dei ciclisti e non permetteranno in alcun modo di veicolare ulteriori dati. Con una data già indicata come obiettivo per un ulteriore aggiornamento: col 30 aprile, l'UCI verificherà le squadre che già si saranno adoperate e chi ancora dovrà farlo. 

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